venerdì 18 ottobre 2019

Giuseppe Rampini + GaMi1

La notizia della prima salita (LS 12, 1956).
La relazione originale degli apritori
(© Anita Avoncelli).
Da sinistra: Timoteo Avoncelli, Aurelio Marolli, Silvano Avoncelli
(© Anita Avoncelli).
Sul 1° tiro della Rampini.
Anna sul 4° tiro della Rampini.
Tracciato della via (in verde; la parte in tratteggio è
nascosta). In rosso la via Gli antichi futuri;
in azzurro la via Avenida miraflores.
Sul 1° tiro della GaMi1.
Anna sul 2° tiro.
Tracciato della via (arancio). In rosso la via Bagliori a Pechino,
in bianco la via Summertime, in azzurro la via Ruffinoni.
Zucco Barbisino e Seconda torre dello Zucco Pesciola (Gruppo dei Campelli)
Pareti S e N


La via Rampini al Barbisino è (o meglio, era) orfana. Nella guida del 1986 di Ivo Mozzanica si parla di "apritori sconosciuti". Nelle guide più recenti ad opera di Pietro Buzzoni, invece, la salita è attribuita alla coppia Casari-Zecca nel 1962. Eppure, una rapida ricerca su Lo Scarpone, nel numero 12 del 16 giugno 1956, restituisce la paternità ad Aurelio Marolli, Silvano e Timoteo Avoncelli. La salita è del 4 giugno 1956. A gennaio 2024 sono entrato in contatto con Anita Avoncelli, figlia di Timoteo, che mi ha fornito tra l'altro copia della relazione originale stesa dagli apritori e una fotografia degli stessi. Nel ringraziare sentitamente Anita, ho aggiunto questo materiale al post. Resta il mistero su chi fosse Giuseppe Rampini, ma vale sempre il principio che se ti dedicano una via probabilmente non sei proprio in buone condizioni...
Accesso (Giuseppe Rampini): raggiungere i pressi del rif. Lecco dalla funivia dei Piani di Bobbio o da Ceresole di Valtorta e da qui risalire il lato sinistro del Vallone dei Camosci lungo la pista da sci o lungo il percorso dello skilift alla sua sinistra. Giunti all'altezza del capanno dove termina lo skilift si sale direttamente per prati verso la parete del Barbisino, puntando all'evidente camino dove salgono Gli antichi futuri e Avenida miraflores. Ci si sposta ora a destra fino all'evidente camino che separa il pilastro ovest da quello centrale. Dal capanno della funivia si può anche seguire l'evidente sentiero che sale verso sinistra e deviare poi in orizzontale verso destra per prati all'altezza della parete, fino a giungere all'attacco.
Relazione (Giuseppe Rampini): via che risale il camino tra i due pilastri del Barbisino, senza particolari difficoltà. Chiodatura tradizionale nella parte bassa (dove compare un vecchio spit) e - piuttosto incongruamente - a fittoni e assai generosa nella parte alta. Roccia buona tranne il tratto di facile canale da noi percorso per errore nel secondo tiro, dove è meglio fare attenzione.
1° tiro: salire la parete a sinistra del camino, superare un breve tratto verticale e spostarsi a destra, entrando nel camino. La sosta è poco sopra sulla sinistra. 30m; III+, IV+, V; due chiodi, uno spit. Sosta su due spit con catene. Volendo, è possibile proseguire per una decina di metri lungo il lato sinistro del camino e sostare sulla destra (tre spit con catena ed anello).
2° tiro: salire la parete di sinistra del camino fin sopra ad un grosso masso che lo chiude. Qui, ingannati da una relazione truffaldina che non nomino, abbiamo proseguito lungo il canale per rocce facili ma friabili fino alla sosta (peraltro nuovissima) sulla sinistra. 35m, III+. Sosta su due fittoni con catena ed anello di calata. La via prosegue invece lungo lo spigolo della parete di sinistra.
3° tiro: per erba più o meno ripida raggiungere la cima del canale tenendo la sinistra, e puntare ad un piccolo avancorpo roccioso che si risale facilmente (o si aggira sulla sinistra). Da qui si sale a destra per gradoni fino al terrazzo di sosta.  40m; I, III+, IV; due fittoni. Sosta su due fittoni.
4° tiro: salire la paretina a sinistra della sosta e proseguire per facile rampa sulla sinistra. 25m; 5a; sei fittoni e qualche vecchio chiodo inutile. La via originale va a destra invece di risalire la rampa. Sosta su due fittoni e un fix con anello.
Discesa (Giuseppe Rampini): si può scendere a piedi dall'altro lato rispetto a quello di salita, oppure calarsi fino alla cengia (una calata da 30m e qualche passo di arrampicata a sinistra - faccia a monte - oppure ovviamente calata con due mezze corde). Da qui si segue il sentiero verso sinistra (faccia a monte) fino ad una selletta e da qui ancora a sinistra ci si ritrova nel Vallone dei camosci.
Accesso (GaMi1): per noi che siamo già altezza del capanno dello skilift si tratta semplicemente di attraversare il vallone: si scende sul sentiero sottostante, si torna brevemente a destra e si prende la deviazione a sinistra (qui si giunge direttamente dal rif. Lecco). Più avanti si segue una traccia che sale verso destra, puntando più o meno al canale tra la seconda e la terza torre di Pesciola. Giunti sulla cengia, ci si sposta a destra di detto canale, si supera l'attacco di Summertime e si continua fino all'altezza dell'evidente tetto triangolare. Si salgono ora le facili rocce e si raggiunge la parete sotto il tetto. L'attacco è sul lato sinistro (grosso anello).
Relazione (GaMi1): via interessante che sale la parete centrale della torre con difficoltà contenute, a parte un passo del primo tiro (protetto però a spit) che è assai probabile trovare umido (o bagnato) per via delle colate d'acqua dal tetto sovrastante. Anche il secondo tiro ha un tratto non banale che è decisamente più impegnativo del III che gli assegna la guida "storica" di Mozzanica del 1986. Roccia buona, con qualche tratto dove prestare attenzione. Utili friend piccoli e medi per integrare le protezioni.
1° tiro: salire lungo la fessura sopra la sosta, superare un breve tratto più verticale (purtroppo spesso umido) e uscire  sinistra del tetto triangolare. Proseguire per un diedro fino alla sosta. 30m; 6a (passo), IV; quattro chiodi, due spit. Sosta su tre chiodi.
2° tiro: spostarsi a sinistra della sosta e salire poi per placca superando un alberello e raggiungendo il terrazzo di sosta. 30m; IV+, V-; quattro chiodi. Sosta su un chiodo (da integrare). E' possibile proseguire ancora per una decina di metri fino ad un anellone di sosta sulla destra.
3° tiro: salire le facili rocce superando un muretto, ignorare una sosta su un terrazzo a destra e spostarsi sulla sinistra, uscendo in vetta rimontando un masso con fessura. 20m; III+; un chiodo (e una sosta sulla destra). Sosta su due fittoni.
Discesa: in doppia dalla sosta, lungo la via Summertime. In teoria basta una calata da 60m, ma conviene fermarsi alla sosta sulla cengia (la prima che si incontra scendendo) visto l'angolo che fanno le corde. In alternativa si può scendere per roccette (fare attenzione!) fino alla sosta finale di Summertime e calarsi da lì.

Nota: quanto sopra è la relazione del percorso da me seguito. Altre opzioni possono essere possibili per quanto riguarda l'accesso, la salita e la discesa; inoltre, le protezioni, le soste ed il loro stato possono cambiare nel tempo: usate sempre le vostre capacità di valutazione! Vogliate segnalarmi eventuali errori ed omissioni. Grazie.

2 commenti:

  1. Trovo solo oggi questa pubblicazione, mi ha commosso, conservo anche io il trafiletto di giornale, presto farò leggere tutto a papà Aurelio. Grazie Nadia Marolli

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    1. Molte grazie del commento, Nadia. Mi fa piacere che la storia di questa salita sia stata infine ricostruita!

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