sabato 22 maggio 2021

Treni 2218 e 2275 (Bergamo-Milano Lambrate): ritardi marzo-aprile 2021

Fig. 1: distribuzioni cumulative dei ritardi per il treno 2218
delle 8:02 nei bimestri marzo-aprile dal 2015 al 2021.
Fig. 2: andamento mensile dei ritardi per il treno 2218 (8:02).
Fig. 3: come in Fig. 1, ma per il treno 2275 delle 17:41.
Fig. 4: come Fig. 2, ma per il treno 2275 delle 17:41.
La notizia del mese è che tredici avvisi di garanzia sono stati inviati a dirigenti e tecnici di Trenord per l'incidente di Carnate. Atto dovuto, pare; viva la Magistratura! Se invece parliamo d'altro, non possiamo non notare come chi è o dovrebbe essere invece responsabile degli innumerevoli ritardi dei treni lombardi gode di tutte le immunità possibili ed immaginabili (anche se confidiamo che le infinite maledizioni quotidiane sortiscano qualche effetto). Nel caso qui discusso, siamo alle solite: non ci può essere un mese che sia uno dove un treno si avvicina ad una minima parvenza di puntualità che subito in quelli successivi va tutto in malora!

Il 2218 raggiunge la strabiliante (?) puntualità del 11%, che sale al 57% entro 5' di ritardo; la curva si colloca tra le peggiori degli ultimi sette anni, come si nota in Fig. 1, e ci regala un ritardo massimo di ben 19 minuti. Di fatto questo treno è diventato talmente schifoso che ormai conviene prendere quello precedente (che infatti ha visto aumentare notevolmente la frequentazione).
Se vediamo l'andamento mensile, notiamo come il treno abbia ormai archiviato definitivamente i risultati quasi decenti del 2020, tornando al solito livello penoso, e riuscendo pure a peggiorare rispetto al primo bimestre (con lieve miglioramento sui casi estremi).

Se pensate che ciò sia già una pena, guardate il 2275 (Fig. 3; ricordiamo che il dato del 2020 non è presente poiché il treno non è circolato causa Covid), che mostra una puntualità al 30% e al 70% entro 5', ma ha una parte alta della distribuzione che arriva fino a 26 minuti di ritardo!

Questo ennesimo esempio di gestione problematica del convoglio si nota nella curva verde della Fig. 4, che risale sopra il quarto d'ora, ben tre volte al di sopra del valore tollerabile. I commenti, le rotture di palle e le maledizioni sono i soliti; ve li risparmio. Anche perché a maggio sono riusciti a fare ancora peggio!

Nota: i dati sono raccolti personalmente o da app Trenord. Per correttezza, bisogna specificare che i ritardi sopportati dai pendolari su questi due treni non sono indicativi dei ritardi complessivi, che sta ad altri raccogliere e rendere pubblici. Idem per i rimpalli di responsabilità tra Trenord, Rfi, e quant'altri. Qui si cita Trenord in quanto è ad essa che i poveri pendolari versano biglietti ed abbonamenti, e ai quali dovrebbe rispondere del servizio.

giovedì 20 maggio 2021

Colli di Luni DOC Vermentino Terre di Luna ed Etichetta grigia 2019 Lunae Bosoni

Certo, se si parla di Liguria e di vini la mia mente vola subito al Rossese e alla piccola enoteca di Finalborgo dove periodicamente mi rifornivo dopo qualche giornata passata nelle splendide falesie del finalese o della Val Pennavaire. Ma anche all'altra estremità della striscia ligure, oltre al Muzzerone per arrampicare, si trovano realtà vinicole di interesse. La DOC è quella dei Colli di Luni (che si estende anche in Toscana) ed il vitigno di elezione è certamente il Vermentino, affiancato da piccole produzioni da vitigni autoctoni. L'azienda più grande della DOC è probabilmente la Cantine Lunae Bosoni, che mi è già simpatica essendo nata nel 1966 e quindi mia coetanea, ma anche perché ha una precisa filosofia produttiva: niente diserbanti, solo concimi naturali, uve conferite (anche) da piccoli produttori della zona. La produzione è ragguardevole, con circa 400.000 bottiglie annue, più della metà dedicata al Vermentino. Al riguardo, sul sito aziendale si trovano due tipologie, l'Etichetta grigia e l'Etichetta nera. Quest'ultima non sono riuscito per ora a reperirla (comprare su Internet è troppo facile e non c'è gusto...), ma al suo posto mi sono imbattuto nel Terre di Luna che, come mi era capitato con Velenosi, non compare nemmeno sul sito aziendale (probabilmente è una linea creata su misura per la distribuzione)! Un vero peccato perché, se devo dirla tutta e rivelare subito il finale, mi è piaciuto più dell'altro!

Ma andiamo con ordine: il Terre di Luna si presenta con un colore giallo paglierino e un profumo decisamente intenso di frutta bianca con accenni floreali e qualche nota più dolce. Molto fresco e piacevole al gusto, di buona persistenza. Si beve che è un vero piacere.
Se di questo vino non sono riuscito a trovare informazioni, le cose vanno meglio per l'Etichetta grigia, fermentato ed affinato in acciaio (come probabilmente il precedente; e poi in Italia è forse solo in Sardegna che riescono a piazzarci la barrique pure qui). Il colore è simile, anche in questo caso un giallo paglierino, ma il profumo è assai meno intenso del precedente, con note di salvia, e più floreale che fruttato.
Gusto fresco e piacevole anche in questo caso, con buona acidità, ma più contenuto, meno esuberante del precedente. Qualcuno potrà dire che l'Etichetta grigia è più elegante, austero, o forse che è meno varietale (ma è vero?), ma io che ho evidentemente dei gusti plebei gli ho preferito il primo (e del resto la stessa cosa mi era successa con la Barbera di Vinchio e Vaglio). Il che ovviamente non mi ha impedito di apprezzarlo!
Mi riprometto un secondo (e terzo, quarto,...) giro di assaggi per confermare o meno i giudizi...

Gradazione: 12,5° per entrambi
Prezzo: 9 € (Terre di Luna), 12 € (Etichetta grigia)

martedì 18 maggio 2021

Linda

Sul 1° tiro.
Teo sul 2° tiro.
Sul 3° tiro.
Sul 5° tiro.
Parete S. Paolo - Valle del Sarca
Parete E

Accesso: da Arco si prende la via che costeggia il castello ed i Colodri (via Paolina Caproni Maini, poi via dei legionari cecoslovacchi), si superano il secondo campeggio ed i vigneti sulla sinistra e si parcheggia poco dopo in un piccolo spazio sulla destra, in corrispondenza di un sentiero che scende al fiume e di un evidente sentiero che sale nel bosco a sinistra. Si sale lungo il sentiero e si prende il ramo di sinistra che corre ad una certa distanza dalla parete per poi avvicinarvisi. Si prosegue lungo il sentiero finché non si incontra l'attacco della via (scritta e volto femminile disegnato con qualità opinabile).
Relazione: via piuttosto breve che corre all'estrema sinistra della parete; ideale in caso di tempo incerto o - come nel nostro caso - di mancanza totale di allenamento. Via ben protetta con fix e cordoni, ma con qualche passo dove sono utili un paio di friend medi. Roccia ottima.
1° tiro: salire la placchetta, superare un muretto appena aggettante e un secondo salto che porta alla cengia dove si trova la sosta. 25 m, 4c; due fix, due cordoni in clessidra. Sosta su uno spit con anello, un fix e un cordone in clessidra.
2° tiro: salire dritti sopra la sosta per roccia lavorata con delle lame, spostarsi a destra, superare un muretto e proseguire per facili rocce fino alla sosta. 30 m, 4c; due fix, quattro cordoni in clessidra. Sosta su spit con anello e fix.
3° tiro: traversare a destra fino alla sosta. 10 m; 4a; un fix, un cordone in clessidra. Sosta su fix con anello e cordone in clessidra.
4° tiro: salire dritti e superare un muretto per continuare lungo la placca successiva, piegando verso destra. Un secondo facile muretto porta alla sosta lungo il sentiero di discesa. 30 m, 5c; sette fix, tre cordoni in clessidra. Sosta su fix.
5° tiro: seguire la fessura ad arco verso sinistra (ignorare il diedro appena a destra della sosta, che appartiene alla via Decimo anniversario) fino ad un diedro-camino che si risale, uscendo a destra alla sosta. 20 m; 4c, V, VI; un fix, un cordone in clessidra, un cordone su masso incastrato. Sosta su spit con anello e fix.
6° tiro: salire verso destra, aggirare una placca spostandosi in orizzontale a destra verso un evidente cordone per poi riportarsi a sinistra, e superare la placca finale. 15 m; V+, 5c; due fix, due cordoni in clessidra. Sosta su un fix.
Discesa: seguire la traccia verso destra che in breve si congiunge al sentiero di discesa che, seguito verso destra, porta in breve alla base della parete lungo il sentiero seguito all'andata.

Nota: quanto sopra è la relazione del percorso da me seguito. Altre opzioni possono essere possibili per quanto riguarda l'accesso, la salita e la discesa; inoltre, le protezioni, le soste ed il loro stato possono cambiare nel tempo: usate sempre le vostre capacità di valutazione! Vogliate segnalarmi eventuali errori ed omissioni. Grazie.