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| Stefano sul secondo tiro. |
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| Sull'ottavo tiro. |
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| Sull'undicesimo tiro. |
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| E qui sul dodicesimo. |
Parete E
Accesso: si entra in Ossola con la A26 e la E62, si supera Domodossola e si esce per raggiungere il paesino di Oira. Appena dopo il ristorante C'era una volta si prende a destra la Via alla Villa d'Oira (cartello sbiadito) e si parcheggia poco dopo, in corrispondenza di una curva verso sinistra. Si prosegue superando una sbarra e si giunge poco dopo al cospetto di due costruzioni dell'acquedotto. All'altezza della seconda casetta si prende un sentiero a sinistra (bollo bianco) che sale nel bosco (bolli bianchi, gialli e qualche ometto) e si avvicina ad un torrente in cui scorre un rivolo d'acqua. Si sale (breve tratto poco evidente) e si raggiunge la base della parete. Fix visibili. Poco meno di mezz'oretta.
Relazione: via che risale le belle placche di granito (ma gli esperti dicono "sarizzo") con due tiri impegnativi, seguiti da altri ben più facili. Volendo trovare un difetto, la via è discontinua. Vedendola in positivo, sappiate che, superati i primi due tiri (per me decisamente duri), si fa più fatica a dar corda che ad arrampicare. Ciò detto, se vi piacciono le placche di granito, la via merita certamente una ripetizione. La chiodatura è buona nei primi due tiri e più rarefatta sui gradi facili. Inutili le protezioni veloci. Tutte le soste sono su due fix e uno o due maglia-rapida.
Nota: gli A0 relativi ai primi due tiri, che si leggono in molte relazioni, non sono propriamente dei "ciapa e tira", ma richiedono passi di 6a/6a+ obbligati.
1° tiro: salire dritti e poi in obliquo a sinistra. 25 m, 6c, sette fix. Per me, il tiro-chiave della via.
2° tiro: verso sinistra a prendere una lama, salire e spostarsi ancora a sinistra per superare un muretto (benedetto il cordino marcio che pende da un fix) e raggiungere la sosta per rocce più facili. 35 m, 6c, dodici fix (uno con cordino). Difficoltà concentrate all'inizio e sul muretto; meno duro del precedente.
3° tiro: salire per il corridoio tra la vegetazione appena a sinistra della sosta (fix visibile), superare un paio di placchette e giungere in sosta. 35 m, 6a/+, sei fix. Se avete arrampicato fin qui, il resto è una divertente passeggiata con tiri mai continui.
4° tiro: spostarsi a destra della sosta e salire la placca in corrispondenza della fessura. 35 m, 5c, cinque fix.
5° tiro: ancora dritti lungo la fascia di placca tra la vegetazione. 30 m, 4c, tre fix.
6° tiro: salire a destra dell'alberello. 40 m, 5a, cinque fix.
7° tiro: ancora per placca divertente fino alla sosta. 35 m, 5b, cinque fix.
8° tiro: per placca a sinistra della sosta per poi piegare a destra. 30 m, 5b, quattro fix.
9° tiro: salire su un risalto roccioso a destra e continuare per placca fino alla sosta. 30 m, 5b, quattro fix.
10° tiro: ancora per placca fino ad una sosta finalmente comoda. 30 m, 5b, due fix
11° tiro: salire e piegare verso sinistra per raddrizzarsi sotto la sosta. 30 m, 5b, quattro fix
12° tiro: traversare a sinistra e salire aiutandosi con delle piccole rigole. 35 m, 6a, otto fix. Bel tiro.
Discesa: in doppia sulla via:
1a calata: 60 m, fino alla decima sosta;
2a calata: 55 m, fino all'ottava sosta;
3a calata: 60 m, fino alla sesta sosta;
4a calata: 40 m, fino alla quinta sosta;
5a calata: 60 m, fino alla terza sosta;
6a calata: 30 m, fino alla seconda sosta;
7a calata: fino a terra.
Attenzione alle calate da 60 m; con le nostre mezze corde avanzavano poche decine di cm. Alcuni recuperi di corda sono faticosi; eventualmente spezzate le calate.
Avvertenza: quanto sopra è la relazione del percorso da me seguito. Altre opzioni possono essere possibili per quanto riguarda l'accesso, la salita e la discesa; inoltre, le protezioni, le soste ed il loro stato possono cambiare nel tempo: usate sempre le vostre capacità di valutazione! Vogliate segnalarmi eventuali errori ed omissioni. Grazie.




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