mercoledì 4 marzo 2026

Treni 2218 e 2275 (Bergamo-Milano Lambrate): ritardi gennaio-febbraio 2026

Fig. 1: distribuzioni cumulative dei ritardi su scala lognormale per il
treno 2218 (8:02) nei bimestri gennaio-febbraio dal 2015 al 2026.
Fig. 2: Ritardi nei bimestri in esame per il treno 2218 (8:02).
Fig. 3: come in Fig. 1, ma per il treno 2275 (17:41).
Fig. 4: come in Fig. 2, ma per il treno 2275 (17:41).

La notizia del bimestre è che abbiamo un nuovo record: 114 minuti di ritardo per il treno 2218, che polverizzano il primato precedente di 101' del 2024! La performance degna di una olimpiade si è realizzata il 29 gennaio, col treno cancellato per guasto ed il successivo in enorme ritardo per un problema ad uno scambio. Due giorni (lavorativi) dopo, tanto per non perdere l'abitudine, c'è invece stato uno sciopero in cui sono saltati anche i treni in fascia di garanzia. Studenti disperati che avevano un esame universitario a Milano e non vi potevano giungere, lavoratori rassegnati all'ennesima prevaricazione che se ne sono tornati a casa, qualcuno che si è riversato sugli autobus. Una follia. Qui si dice che lo sciopero era di 23 ore e non di 24, col che non ci sarebbe stato l'obbligo della fascia di garanzia (mah), mentre qui il sindacato Orsa, promotore dello sciopero, se la prende con Trenord. Di certo, per gli organizzatori dello sciopero mi pare il modo peggiore di raccogliere solidarietà tra la gente!

Veniamo quindi ai ritardi del primo bimestre del 2026, partendo dal 2218 (Fig. 1): puntualità al 5% e al 58% entro 5' di ritardo. Massimo ritardo, come detto, di ben 114'. La distribuzione sembra "abbastanza" in linea con lo scorso anno, ma con un peggioramento nella "coda" della distribuzione per i casi già discussi, che si riflette sulla media. Infatti, in Fig. 2 si nota l'andamento storico dei ritardi, dove si vede che il miglioramento del 2025 è sparito di nuovo. Solo la mediana resta invariata.

Se guardiamo il 2275, invece, parrebbe di scorgere un miracolo (Fig. 3): la distribuzione è quella con i ritardi più bassi di sempre, a parte la solita coda! Bisogna ricordare, però, che questo risultato è in parte figlio di un tarocco, ovvero l'aver aumentato il tempo di percorrenza ufficiale di 3', come discusso qui. Vediamo quindi i dati reali: puntualità al 50% (10% senza il tarocco) e al 90% (80% senza tarocco) entro 5'; massimo ritardo di 42' (in realtà 45') per sciopero. Tuttavia, anche considerando i 3' di tarocco, bisogna riconoscere che un miglioramento c'è stato. La Fig. 4 mostra infatti gli indicatori sintetici di ritardo, che crollano drasticamente nel 2026. Se aggiungiamo 3' a questi ultimi dati, vediamo che la mediana (curva gialla) si allinea al 2025, mentre la media sale a poco più di 5', meglio degli 8' del 2025. Per non parlare della curva al 90%, che da 5' salirebbe a 8', un'inezia rispetto agli assurdi 28' del 2025.
Difficile dire a cosa sia dovuto il miglioramento, di cui ovviamente siamo lieti e che speriamo non svanisca nei prossimi mesi. Di certo il 2275 ora parte (finalmente!) dal binario 5 di Lambrate ed è istradato sulla linea veloce, mentre prima arrancava dal binario 1 su una linea contorta dove passano (quasi) solo i treni merci. Ma la vera domanda è: qualunque sia stata la soluzione, perché ci sono voluti decenni per implementarla?

E siamo così giunti alle cause dei ritardi sopra i 10': solo sette le segnalazioni: tre, anzi quattro riconducibili a Trenord (guasti ai treni, controlli tecnici, ritardi di altri treni), una per guasto alla linea e due per sciopero.

Nota: i dati sono raccolti personalmente o da app Trenord. Per correttezza, bisogna specificare che i ritardi sopportati dai pendolari su questi due treni non sono indicativi dei ritardi complessivi, che sta ad altri raccogliere e rendere pubblici. Idem per i rimpalli di responsabilità tra Trenord, Rfi, e quant'altri. Qui si cita spesso Trenord in quanto è ad essa che i poveri pendolari versano biglietti ed abbonamenti, e ai quali dovrebbe rispondere del servizio.

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