venerdì 9 dicembre 2022

Osteria de Borg

Il 1° piano.
Patacotc con goletta, patate e zucca.
Castrato alla brace.
Gratinati misti al forno.
Zuppa inglese.
Rimini
via Forzieri 12

Rimini non è solo le spiagge dell'Adriatico, che frequentavo più o meno mezzo secolo fa con allegra spensieratezza; la città, antica sede signorile, possiede numerosi tesori e merita assolutamente una visita, ovviamente lontano dal periodo estivo. E se, alla fine o durante la visita, venite colti da un certo appetito, dove andare? Tenetevi lontani dal lungomare e dirigetevi verso il Borgo San Giuliano, appena oltre il ponte di Tiberio. Il quartiere è molto interessante da visitare, pur con qualche inevitabile cedimento turistico, e vi potete trovare almeno un buon paio di indirizzi: se da Nud e crud si possono mangiare piadine e cassoni (con anche qualche piatto), a pochi passi vi aspetta l'Osteria del Borgo con la sua cucina romagnola.
Assai piacevole il locale, con vivaci tovaglioli colorati appesi e vecchi manifesti pubblicitari alle pareti. Tavoli semplici, apparecchiati con garbo, ma con il solito fastidioso dettaglio del bicchiere colorato per l'acqua. Ma noi siamo venuti per ben altro! La cucina è di terra, legata alla tradizione e con l'utilizzo di prodotti del territorio.
La lista è piuttosto ampia, con circa una decina di proposte per piatto. Saltiamo, un po' a malincuore, gli antipasti e passiamo subito ai primi piatti: ovviamente tagliatelle, passatelli e cappelletti, ma quello che cattura la nostra attenzione è il piatto di patacotc con goletta di Mora romagnola, patate e zucca. I patacotc sono una pasta tipica del dopoguerra, quella che si mangiava nelle feste, poi caduta nel dimenticatoio e recuperata in tempi recenti. Il condimento classico è la goletta (ovvero il guanciale) di Mora romagnola, una razza suina autoctona, accompagnato da prodotti stagionali. Non lasciatevelo sfuggire: è come mangiare la tradizione, e poco importa se non ha l'esuberanza di un piatto di tagliatelle!
I secondi piatti sono il regno di salsicce, brasati e costate, ma non posso non dirigermi verso il piatto più insolito, ovvero il castrato alla brace. Sapore ruvido, forte, piuttosto particolare... vabbè, però due pezzettini in più nel piatto ci potevano stare! Per non esagerare (!) con la carne, abbiamo anche assaggiato un piatto di gratinati misti al forno, un'alternativa vegetariana in questo fortino di carnivori.
La cantina ruota intorno alle proposte romagnole, con un'interessante selezione. Degno di nota anche il fatto che vi sia una piccola proposta di mezze bottiglie, su cui mi oriento essendo l'unico beone del tavolo. Scelgo un Sangiovese superiore Scabi 2019 dell'azienda agricola S. Valentino; un vino biologico vinificato in acciaio con bei sentori di frutti rossi e note speziate; unico piccolo neo i 14° che si fanno sentire.
E giungiamo così al dessert. Anche qui, la scelta non può che cadere sulla zuppa inglese, un classico della cucina emiliana. Non sazi, completiamo la cena con una porzione di etruschi, biscotti tipici romagnoli che ricordano i cantucci.

Il conto: 88 € per:
2 primi
1 secondo
1 contorno
3 dessert (ebbene sì)
mezza bottiglia di vino (12 €)
1 bottiglia di acqua
2 caffè

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