domenica 24 febbraio 2013

Vallée d'Aoste DOC Fumin 2006 Cave des onze communes

La mia cantina ospita diverse, per quanto sempre troppo poche, bottiglie della Val d'Aosta, ma la mia attenzione aveva sempre trascurato il Fumin, uno dei vitigni autoctoni della zona; giusto una bottiglia acquistata qualche anno fa aspettava da tempo di essere messa alla prova. Come ormai d'abitudine, l'occasione si presenta con il quasi-abituale invito a pranzo della domenica, anche conoscendo l'amore del mio anfitrione per i vini della Vallée.
Il nome del vino, legato al colore del grappolo, è già un programma, e, come tanti sui fratelli, è sempre stato considerato un vino da taglio, mentre solo di recente ha acquistato una certa importanza: merito della riscoperta dei vitigni autoctoni e dell'intraprendenza di alcuni vignerons della zona di Aymavilles, che ci permettono di assaggiarlo in purezza (la DOC ne prevede almeno l'85%).
Questa versione della Cave des onze communes affina in legno, ma sul sito si legge che successivamente si è passati (meritoriamente) all'acciaio. I sentori che salgono dal bicchiere, di un bel colore violaceo, sanno di frutti rossi e qualche leggera nota speziata. All'assaggio si avvertono subito le note affumicate, che sono poi coperte da sapori più noti di bosco e qualche spezia. Il vino si lascia bere con buona soddisfazione anche se non manca un po' di acidità e ruvidezza, il che - confesso una volta di più - mi pare un carattere tipico di diversi vini della Valle che apprezzo molto e che denota una loro personalità. L'abbondante nevicata che oggi ha imbiancato Bergamo ha certamente contribuito a creare un'atmosfera ideale per questo tipo di "esperimenti", che non mancherò di continuare in futuro!

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