lunedì 23 febbraio 2026

Partigiani sul Pastello

Alberto sul 1° tiro.
Alberto sulla parte finale del 5° tiro.
Stefano alla partenza del 6° tiro.
E qui sul 7° tiro.
Tracciato della via. La foto della parete (alquanto
approssimativa) è di Google Maps.
Monte Pastello - Monti Lessini
Parete O

Settimana scorsa mi è capitato di vedere Un altro ferragosto, ambientato a Ventotene. Tra le cose più riuscite del film, a mio parere, c'è il ritratto dell'italietta ignorante e fascistoide che ormai imperversa ovunque, contrapposta ad una sinistra che celebra Resistenza e antifascismo, non senza contraddizioni e problemi. Dopo tutto ciò, non potevo non accettare l'invito di Alberto ad andare a ripetere questa via sul Monte Pastello, dedicata ad un episodio locale di guerra partigiana. Qui trovate la dettagliata relazione degli apritori, la storia della via e la dedica. Qui invece c'è l'interessante scritto storico che dà il nome alla via.

Accesso: ci si dirige verso la frazione di Forte Masua, salendo da S. Giorgio in Valpolicella o da Fumane e superando la frazione Cavalo. Dopo Cavalo si prosegue per circa 3 km e si imbocca una sterrata a sinistra, in corrispondenza di una curva a destra della strada (cartello del Sentiero Molane-Dolcè). Dopo circa 250 m si parcheggia in corrispondenza di una curva a sinistra (pochi posti; possibile e forse conveniente fermarsi prima sulla strada). La parete è dall'altro versante del Monte Pastello, che dobbiamo circumnavigare in senso antiorario. Seguire ancora l'indicazione del Sentiero in discesa, ignorando le deviazioni a destra, fino ad un piccolo spiazzo con un cartellone naturalistico. Lasciare il sentiero CAI e prendere la traccia a sinistra (ometto). Seguirla fino ad un rudere, parte di una vecchia cava, deviare a sinistra in piano (seguire sempre i numerosi ometti), salire brevemente e continuare in direzione della parete ormai visibile (bollini blu). Una ravanata in salita porta all'attacco della via Quaranta galee (scritta). Si continua, superando la via del Pilastro, e si giunge all'attacco (scritta PsP e cordino visibile). Tre quarti d'ora circa.

Relazione: via in stile classico (a parte il primo tiro) che risale uno dei pilastri del Pastello per placche, camini e diedri, intervallati da cenge e da qualche tratto erboso. Purtroppo quando siamo saliti noi la terra era ancora bagnata dalla pioggia di due giorni prima, e salire con le scarpette ben sporche non è stato sempre divertente: da fare solo in condizioni secche, perché la via resta spesso in ombra anche nel pomeriggio e asciuga lentamente (per lo stesso motivo, evitate le giornate troppo fredde). La chiodatura ottima a chiodi e cordoni con qualche fix facilita assai la progressione; friend non necessari, ma se volete piazzarne qualcuno, si può fare.
Nota: saranno state le scarpette sporche, saranno stati piedi e mani gelati, sarà stato soprattutto il mio livello ormai scarsissimo, ma ho ritoccato un po' i gradi degli apritori (ditemi voi!). Inoltre, il numero delle protezioni va preso con un po' di tolleranza; diciamo più o meno uno...

1° tiro: salire un breve zoccolo basale, spostarsi in obliquo a sinistra e superare una placchetta, salendo alla sosta. 30 m, 6a+ (un passo); cinque fix, tre chiodi (uno con cordone), un cordino in clessidra. Sosta su due fix (uno con anello).
2° tiro: superare la placchetta a sinistra della sosta, continuare per rocce più facili e salire il muretto finale con uscita complicata. 20 m; VI, V, VI; sette chiodi. Sosta su due fix.
3° tiro: traversare lungo la cengia fino alla sosta. 20 m; V+, II, III+; quattro chiodi, un fix. Sosta su due fix con cordone ed anello.
4° tiro: traversare a sinistra (passo delicato) e salire il camino fino ad una terrazza. Qui continuare lungo la paretina di destra fino ad uscire su un pulpitino. 25 m; VI-, IV, VI+, IV; cinque chiodi, sei cordoni (su pianta o in clessidra), un fix. Sosta su due fix e cordone.
5° tiro: superare un saltino iniziale ed un breve muretto per proseguire su roccia erbosa fino alla sosta. 20 m; V, III+; quattro cordoni (su pianta o in clessidra), un chiodo. Sosta su due fix con cordone e moschettone.
6° tiro: spostarsi a sinistra, salire per rocce facili e qualche tratto erboso fino alla base di un breve diedro fessurato. Salirlo (buona presa sulla sinistra) e raggungere la sosta. 25 m; IV+, VI+; cinque chiodi, tre cordoni (su pianta o in clessidra). Sosta su due fix con cordone ed anello.
7° tiro: salire appena a destra della sosta, proseguire per il diedro (un passo delicato), superare un muretto e continuare fino alla sosta. 20 m; V, VI+, V-, IV; cinque cordoni, tre chiodi. Sosta su due fix con cordone ed anello.
8° tiro: superare un gradino iniziale e continuare per facili rocce fino alla sosta finale. 25 m; V+ (passo iniziale), IV, III+; due chiodi, quattro cordoni.

Discesa: salire più o meno dritti fino ad incontrare un grosso ometto e un paio di cartelli che indicano la direzione di soste di calata. All'altezza di una traccia poco visibile si piega a destra e si raggiunge una radura (nota: le radure sono due; se avete piegato a destra troppo in basso vedrete un prato poco sopra di voi: raggiungetelo). Traversare la radura restando bassi e identificare una vaga traccia, più o meno in corrispondenza di un albero isolato. Seguire la traccia che in breve porta su una sterrata, che si segue verso sinistra e riporta al parcheggio.

Avvertenza: quanto sopra è la relazione del percorso da me seguito. Altre opzioni possono essere possibili per quanto riguarda l'accesso, la salita e la discesa; inoltre, le protezioni, le soste ed il loro stato possono cambiare nel tempo: usate sempre le vostre capacità di valutazione! Vogliate segnalarmi eventuali errori ed omissioni. Grazie.

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