venerdì 30 gennaio 2026

Ormeasco di Pornassio DOC 2018 Viticoltori Ingauni

Dopo il convincente assaggio dell'Ormeasco di Lupi, rieccomi nell'amato ponente ligure, nella zona di Albenga, per "festeggiare" un compleanno: ad Ortovero, nel 1976, poco più di una decina di soci fonda la Cooperativa Viticoltori Ingauni (il nome deriva da un'antica popolazione ligure del territorio). Ad oggi sono oltre 200 i soci conferitori, per una produzione che ruota principalmente attorno ai vini bianchi (Vermentino e Pigato, da assaggiare prossimamente), dedicando un 20% circa delle uve ai rossi: Rossese, Ormeasco e Granaccia.

La cantina produce due Ormeasco, una linea base ed un Superiore, oltre al Belkerus (50% tra Ormeasco e Granaccia), e lasciando perdere la linea per la ristorazione. Come sempre, approccio la cantina dalla linea base. Purtroppo sul sito dei produttori non c'è alcuna informazione sulla vinificazione, ma parliamo di un vino giovane, messo in commercio l'anno successivo alla vendemmia.

Il colore è rosso rubino che vira un poco al granato in virtù degli annetti di invecchiamento. Aroma non intensissimo di canonici frutti rossi, ciliegie, amarene - qualcuno dice anche melograno - seguiti da un poco di spezie e accenni di liquirizia. Al gusto dimostra che l'invecchiamento è ideale: tannini ammorbiditi, frutti ancora in evidenzia e chiusura con il classico finale amarognolo. Nota di merito, poi, per la gradazione alcolica contenuta, sempre più difficile da trovare in un buon vino, e sempre più piacevole da bere. E poi, ad un prezzo decisamente ottimo!

Gradazione: 12,5°
Prezzo di acquisto: 7 €

martedì 13 gennaio 2026

Barolo DOCG 2015 Fratelli Alessandria

Anche in queste vacanze non è mancato l'appuntamento con una bottiglia di Barolo, grazie ad un acquisto in un enoteca di Dronero durante un'incursione alpinistica in Val Maira nel 2020. L'azienda Fratelli Alessandria, a Verduno, produce vini dal 1830 esclusivamente con uve dai 15 ettari di vigneti di proprietà, concentrandosi sulle varietà locali, ovvero Nebbiolo, Dolcetto, Barbera, Freisa e Pelaverga (con l'aggiunta della Favorita). Le uve nebbiolo sfociano in tre cru du Barolo e un assemblaggio di uve da vigneti diversi, tutti affinati in modo tradizionale.

Purtroppo, sul sito aziendale non si trova traccia di questa linea base di Barolo, forse sparito o soppiantato dal Barolo del Comune di Verduno che si produce dal 2017. In ogni caso, è lecito supporre che si tratti anche qui di assemblaggio di uve provenienti da diversi vigneti. Vinificazione in acciaio e affinamento in botti grandi e bottiglia.

Colore rosso piuttosto intenso con qualche lieve riflesso granato, lasciato a decantare per abituarsi al mondo fuori dalla bottiglia, questo Barolo si apre sui frutti rossi, ciliegia e prugna, e continua con lievi note floreali e accenti di tabacco e spezie. Al sorso dimostra una buona maturità, pronto per una sana bevuta. Ben strutturato, con una buona (e non eccessiva) spinta alcolica e tannini ammorbiditi. Buona anche la persistenza finale.

Un'ottima scelta per il pranzo di Natale! Ma si può bere anche in altre occasioni...

Gradazione: 14,5°
Prezzo di acquisto: 33 €

domenica 4 gennaio 2026

Treni 2218 e 2275 (Bergamo-Milano Lambrate): ritardi novembre-dicembre 2025 e riassunto annuale

Fig. 1: distribuzioni cumulative dei ritardi su scala lognormale per il
treno 2218 (8:02) nei bimestri novembre-dicembre dal 2015 al 2025.
Fig. 2: Ritardi nei bimestri in esame per il treno 2218 (8:02).
Fig. 3: come in Fig. 1, ma per il treno 2275 (17:41).
Fig. 4: come in Fig. 2, ma per il treno 2275 (17:41).

Le notizie del bimestre sono due: la più importante è che dopo anni in cui i ritardi continuavano ad aumentare, finalmente c'è stata un riduzione! A fronte di una buona notizia, ovviamente c'è la solita fregatura: infatti Trenord ha pensato bene di modificare l'orario a decorrere dal 13 dicembre, aumentando il tempo di percorrenza del 2275 di ben tre minuti! Se questo treno era già una lumaca, che impiega(va) 45' contro i 37 del 2218, ora il tempo ufficiale è di ben 48', il 30% in più rispetto al mattino! Roba da treni locali degli anni '80 che fermavano in tutte le stazioni. Speriamo solo sia una "soluzione" temporanea, ma resta il dubbio che dopo aver taroccato le regole per i rimborsi dei ritardi, si aumentino i tempi di percorrenza per eliminarli del tutto. Ma su questo torniamo nel seguito.

Bimestre novembre-dicembre 2025

Prosegue anche in quest'ultimo bimestre del 2025 il miglioramento dei ritardi. La distribuzione cumulativa ha un bell'andamento lognormale, più a sinistra rispetto agli ultimi anni. La puntualità è al 5% e al 42% entro 5' di ritardo; massimo ritardo di 56' il 21/11 per un guasto al treno delle 6:02 tra Bergamo e Verdello.

Lo storico dei ritardi nel bimestre (Fig. 2) evidenzia il miglioramento rispetto agli ultimi anni, che sarebbe stato anche migliore se i luminari di Trenord non avessero cambiato l'orario a partire dal 13/12: nei cinque giorni sucessivi si è accumulata un'ora e mezza di ritardo totale! Suggerimento a Trenord: fate il cambio di orario la settimana dopo Natale, che è pure meglio perché tutti sono distratti e nessuno fa caso ai taroccamenti!! Comunque, la media ritorna sotto i 10' di ritardo (valore comunque assurdo!) dopo cinque anni, mentre il 10% peggiore dei treni riesce pure a peggiorare rispetto al 2024.

Il 2275 evidenzia invece un nettissimo miglioramento rispetto agli scorsi anni; da non credere! La Fig. 3 mostra una puntualità al 16% e al 71% entro 5' di ritardo, con massimo ritardo di 30' il 17/11 per problemi al treno e il 12/12 per sciopero. In entrambi i casi si è arrivati a Bergamo col successivo 2237.

La Fig. 4 evidenzia il miglioramento rispetto agli anni precedenti, riportando i valori a quelli del 2020 e 2015. Speriamo solo che non sia un fenomeno che si ripete ogni cinque anni...

Per quanto riguarda le motivazioni dei ritardi da avviso di Trenord, su otto segnalazioni oltre i 10' si conta uno sciopero, tre casi di problemi ai treni, quqattro per problemi legati al transito di altri treni. Altri tre casi di ritardo non hanno avuto spiegazione.

Fig. 5: distribuzioni cumulative dei ritardi su scala lognormale per il
treno 2218 (8:02) negli anni 2015-2025 (no agosto).
Fig. 6: ritardi del treno 2218 (8:02) negli anni 2015-2025.
Fig. 7: come in Fig. 5 ma per il treno 2275 (17:41).
Fig. 8: come in Fig. 6 ma per il treno 2275 (17:41).

Riassunto annuale 2025

Ed eccoci al momento della verità! Sull'intero anno 2025 la puntualità del 2218 è al 7%, che sale al 62% entro 5'; massimo ritardo di 56' il 21/11 (vedi sopra). Andamento lognormale per circa il 90% dei casi e fino a 10' circa di ritardo, poi scatta il disastro. Dato comunque migliore di quello degli ultimi anni.

il trend storico dei ritardi è in Fig. 6, dove si vede il miglioramento del 2025 rispetto agli ultimi quattro pessimi anni. Tuttavia, se guardiamo tutti gli undici anni, vediamo che non è cambiato niente; i ritardi sono gli stessi del 2015, pure un po' peggiori! Quindi, l'ammodernamento della linea, lo svecchiamento dei treni, ecc. ecc., sono certamente utili per aumentare il comfort dei viaggiatori e la capacità della linea (a vantaggio dell'alta velocità), ma non servono minimamente a migliorare i tempi di percorrenza dei treni pendolari (anche se funzionano magnificamente per aumentare i prezzi dei biglietti).

I dati per il 2275 sono in Fig. 7: puntualità al 26% e al 71% entro 5'; massimo ritardo di ben 136' (fuori scala) il 2/4 per guasto all'infrastruttura, secondo miglior tempo di sempre dopo l'inarrivabile ritardo di 216' il 2/3/2018 (non collegato con l'incidente ferroviario). Solito andamento non proprio lineare della distribuzione, che potrebbe essere un po' influenzato nella parte sinistra dalla traslazione della lognormale (ma qui diventa complicato discutere), e crescita rapida dei ritardi anche in questo caso oltre il punto critico del 90% e 10'.

Lo storico dei ritardi è in Fig. 8, dove non si vede un miglioramento così marcato nel 2025 per colpa della prima metà dell'anno, dove i dati sono stati piuttosto brutti. Anche in questo caso, registriamo come undici anni di funzionamento abbiano portato solo ad un peggioramento dei tempi di viaggio!

Fig. 9: ore di ritardo annue.
Fig. 10: tempi di percorrenza media secondo l'orario e nella realtà.

Ritardo, che passione!

Per terminare questa carrellata, non resta che guardare le ore di ritardo patite dai poveri frequentatori di questi treni, che effettivamente sono diminuite sensibilmente nel 2025, passando da quasi 70 a poco più di 40 (Fig. 9). Questo dato è assolutamente positivo, e speriamo che possa ancora migliorare, magari lasciando a casa chi era responsabile dei quattro anni precedenti, ma nasconde un fatto importante: il ritardo, per definizione, è il tempo oltre quello da orario ufficiale. Quindi, se si cambiasse l'orario di un treno per farlo arrivare più tardi, si ridurrebbe il suo ritardo senza cambiare nulla nella realtà.

Domanda #1: secondo voi questa pratica sarebbe corretta?
Domanda #2: secondo voi questa pratica è stata applicata, ovviamente non per ridurre il ritardo (malpensanti!), ma per tutte le nobili motivazioni di questo mondo?

Lascio a voi la risposta alla prima domanda, ma fornisco in Fig. 10 la risposta alla seconda: mentre il tempo di percorrenza ufficiale del 2218 è sceso da 39 a 37' ed è stabile da anni, incluso il 2026, quello del 2275 è passato da 39 a 45' (curva arancio), e al momento è salito a 48'! Ma il bello è che questa follia è del tutto inutile: i ritardi non sono diminuiti all'aumentare del tempo ufficiale di percorrenza! Di fatto nel 2025 il tempo medio (reale) di percorrenza del 2275 (curva rossa) è stato di 51' (ridicolo!) contro i 45' del 2015, quindi 6' in più. E, guarda caso, il tempo ufficiale è passato da 39 a 45', crescendo proprio di 6'. Dal 13/12/2025 il tempo di percorrenza è aumentato di altri tre minuti, ma c'è da scommettere che non servirà a nulla (a parte aumentare di 3' il tempo medio).

Secondo suggerimento a Trenord: riportare il 2275 agli orari del 2015; non è difficile...