martedì 1 ottobre 2013

Avanzini-Rossa

Partenza del 2° tiro

Alla seconda sosta

Callisto alla terza sosta

Sul 4° tiro
Rocca di Perti
Parete NE


Dopo il Bric Pianarella, la parete che ho più frequentato a Finale è certamente Perti, ed è lì che ci dirigiamo nel nostro secondo giorno di permanenza a Finale, complice l'idea di fare una vietta breve per poi stravaccarsi in spiaggia a godersi l'ultimo bagno dell'anno. Tra le vie di Perti-nord la Avanzini-Rossa è una delle poche che ha preservato un carattere tradizionale su gradi non eccessivi, con il vantaggio di essere decisamente poco frequentata, come testimoniano i tratti erbosi che disturbano un poco la progressione. Una bella alternativa alle vie più conosciute di Finale.
Accesso: dal casello autostradale di Finale Ligure si scende verso Finalborgo e si risale verso Calice Ligure. Poco prima di passare il viadotto dell'autostrada si prende una deviazione a destra che porta a Perti (scusate il calembour) - cartello "Osteria di Castel Gavone" visibile; c'è anche un cartello turistico "Perti - zona monumentale", ma è visibile solo per chi arriva nell'altra direzione (geniale!). La strada conduce in breve alla chiesa di S. Eusebio, che prima o poi riuscirò a visitare, soprattutto per la sua parte romanica. Si prosegue (sì lo so, c'è un cartello di divieto di accesso) fino in fondo alla strada dove c'è qualche posto per parcheggiare - altri posti sono disponibili ai bordi della strada poco prima. Si prende un sentiero sulla sinistra della strada che conduce in cima alla Rocca, si ignora un primo sentiero che sale ripido verso destra e si prosegue fino al secondo bivio, dove si prende il sentiero di destra che procede in piano. Poco dopo il sentiero sale lievemente e si prende a sinistra ad un bivio (si intravede già la parete), giungendo subito all'altezza della via Vecchie Beline. Una decina di metri a sinistra parte la Avanzini-Rossa (scritta alla base).
Relazione: via di stampo alpinistico non riattrezzata in chiave sportiva, a parte un paio di spit sul 2° tiro e l'intero quarto tiro - in comune con Vecchie Beline - su cui è però possibile fare i puristi evitando i fittoni. Roccia ottima a parte qualche tratto facile un po' erboso e con due tiri molto belli; utili protezioni veloci per integrare il 2° tiro e cordini per allestire le soste.
1° tiro: salire un risalto spostandosi verso destra per salire poi a prendere un diedrino verso sinistra che si segue fino ad uscire su un terrazzo dove si sosta; 25m, IV+, VI-, V-, 1 chiodo, 3 cordoni in clessidra. Sosta da attrezzare su alberi.
2° tiro: a destra della sosta, poi salire a sinistra puntando alla base di un diedrino fessurato. Salire il diedro (verso la fine è utile spostarsi sulla sinistra dove c'è uno spit per poi rientrare a destra) e proseguire fino ad una terrazza dove si sosta; 25m, V-, VI, IV, 2 spit, 3 chiodi. Sosta da attrezzare su clessidre.
3° tiro: salire a destra della sosta su rocce facili fino ad una larga cengia; da qui spostarsi a destra per una decina di metri fino agli evidenti golfari di sosta; 30m, III+, III. Sosta su due golfari. Il problema qui è che questo tratto di cengia pare essere utilizzato dai gentlemen che frequentano la parete come cesso, costringendoci a spezzare il tiro in due e obbligando il mio socio a mettere delle protezioni aeree per... la corda, onde evitare che strisciasse! Se qualcuno pensa ancora che i climber siano rispettosi dell'ambiente in cui operano (sul resto già non avevo dubbi) vada pure a ricredersi.
4° tiro: per placca, poi per un vago diedro-fessura inclinato fino ad una larga fessura verticale. La si sale uscendo a sinistra, salendo poi più facilmente alla sosta; 20m, V, VI-, V, IV+, 5 spit, 3 chiodi, 1 cordone in clessidra. Sosta su due golfari. Il tiro è bellissimo, ed è un vero peccato che Vecchie Beline del 2003 sia andata ad infilarsi nella stessa fessura seguita da Avanzini e Rossa nel 1973. Per fortuna il materiale "tradizionale" è ancora lì; a voi la scelta.
5° tiro: salire verso destra per muretti e placche uscendo poi sulla sinistra; 25m, IV, IV+, IV. Sosta da attrezzare su albero.
Discesa: seguire la traccia che conduce in breve alla croce di vetta; da qui si prende il sentiero segnato con bolli rossi che riporta al parcheggio.

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