domenica 3 marzo 2013

Nulla al caso (o via degli strapiombi rotondi)

Sul 2° tiro

Giancarlo sul 3° tiro

Sul 4° tiro

Attacco del 5° tiro

Dopo il muretto del 6° tiro

Giancarlo sull'8° tiro

Giancarlo sul tiro finale

Tracciato della via (rosso). Le altre vie sono: Bega
(azzurro), Me te spleucco (arancio) e Patata bollente (verde).
Corma di Machaby
Parete S


Arrampicare qui mi è sempre piaciuto, sin dalla prima uscita di un lontano corso di roccia. Sarà lo stile di arrampicata, la roccia, la chiodatura... o forse l'immancabile contorno enogastronomico che corona ogni puntata in Valle d'Aosta. Fatto sta che negli anni ho iniziato dalle vie più facili al "Paretone" per finire a fare... ancora quelle facili, non essendo migliorato poi di molto! L'obiettivo principale di ieri era di rimpinguare la mia cantina con alcune bottiglie valdostane, il tutto mascherato da "nobili" intenti arrampicatori che ci hanno portato su Nulla al caso, soprattutto per via del nome alternativo... come si fa a non salire una via che si chiama "degli strapiombi rotondi"? In verità la via corre - e non potrebbe essere altrimenti - su placche, intervallate da qualche saltino più o meno impegnativo, e forse più o meno "rotondo". Solita arrampicata piacevole con buona chiodatura, anche se qualche fix è posizionato secondo me in modo poco furbo.
Accesso: uscita Pont-San Martin dell'autostrada TO-AO, poi a sinistra verso il forte di Bard, superato il quale si materializza la Corma di Machaby. Parcheggiare nell'apposito spazio al cospetto della Corma in corrispondenza di una lieve curva a sinistra della strada. Salire il bel sentiero, attrezzato con corde fisse in alcuni tratti, fino alla parete in corrispondenza della targhetta della via Bucce d'arancia. Poco a sinistra parte il Canale banano (scritta) e subito dopo si trova l'attacco della via (targhetta con scritta alla base).
Relazione: via in stile "Paretone" su placche rugose intervallate da un tratto più verticale e da un paio di muretti che costituiscono i punti più impegnativi della salita. Chiodatura buona, un poco più lunga sui tratti facili e più "sicura" in quelli impegnativi, ma non del tutto logica in alcuni passi. Inutili friend; bastano dodici rinvii. Tutte le soste sono su due fix con catena e anello di calata.
1° tiro: sale per placche fino al terrazzino; 30m, 5b, 8 spit.
2° tiro: a destra della sosta per placca fino ad un bellissimo (e facile) tratto più verticale a cubetti; 40m, 5a, 10 spit.
3: tiro: a sinistra su facili placche a raggiungere la cengia; 28m, 4a, 3 spit.
4° tiro: passo d'ingresso a superare un breve tratto verticale che non è banale e - secondo me - è protetto un po' alla buona (il primo spit è troppo basso e si rischia di cascare sulla cengia); poi a destra e dritto per placche; 20m, 6a, 7 spit. Se ci si sposta un paio di metri più a sinistra a prendere la fessura obliqua dall'inizio è più facile (diciamo 5c).
5° tiro: la via aggira il bel tettino davanti a voi (che a occhio si può salire sulla destra per piegare sopra seguendo una bella fessura... mah...) tramite una placca verticale alla sua sinistra, per poi proseguire su terreno più facile fino alla sosta sotto un muro a mezzaluna; 30m, 6a+, 10 spit. Lo spit dopo il passo-chiave è un poco alto, ma almeno quello sotto è posizionato bene.
6° tiro: salire fino sotto il muretto piegando un poco a sinistra, superare il tratto verticale (stavolta molto ben chiodato) e proseguire su placche fino alla sosta; 30m, passo di 6b, 11 spit.
7° tiro: ancora per placca fino ad un (ultimo) salto con un piccolo tetto (anche questo ben chiodato) dopo il quale si prosegue per placche; 35m, passo di 6a+, 9 spit. Attenzione a non spostarsi troppo a destra per uscire dal tetto.
8° tiro: per placche fino ad un tratto più verticale ma ben appigliato e placchetta finale per giungere in sosta; 35m, 4c/5a, 6 spit.
9° tiro: salire a piacere le facili placche finali, sia tenendosi un poco a sinistra della sosta o andando a prendere direttamente gli spit sulla destra che appartengono alla via adiacente, 27 all'alba; 25-30m, 3c,  1-2 spit.
Discesa: evitare la calata in corda doppia e seguire il sentiero che piega a destra e porta verso il borgo di Machaby. Attraversare il borgo e andare a prendere il sentiero che riporta verso destra in direzione della Corma. Qui parte un sentiero attrezzato che si ricongiunge a quello utilizzato nella salita. In alternativa si può seguire la strada del Santuario, più lunga ma più comoda. Vivamente sconsigliata, invece, la ripetizione del nostro "esperimento" che ci ha portato a seguire la vecchia strada di collegamento che parte dal forte Lucini: a metà strada frane e rovi rendono praticamente irriconoscibile il percorso, costringendo a discendere per tratti infestati di rovi e vegetazione, fino a ritrovare la strada più in basso. I frequenti macigni rotolati sulla via suggeriscono il probabile motivo dell'abbandono. La strada si congiunge alla SS26 in corrispondenza dei sassi utilizzati per bouldering, ma per gli amanti di questa disciplina suggerirei un accesso più comodo!

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