sabato 5 gennaio 2013

Zuffa '70

La parete SE della Pietra di Bismantova

Diego sul 1° tiro

Sul 2° tiro

Matteo sul 2° tiro

Paolo sul 3° tiro

Sul 3° tiro
Tracciato della via (rosso). In azzurro la Colata nera,
in verde la Oppio.
Pietra di Bismantova
Parete SE


E' ben noto che ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne sogni la nostra filosofia; parafrasando il buon Guglielmo si potrebbe dire che ci sono più pareti di quante ne sappia la nostra conoscenza, per non dire di quante se ne possano salire. Per quanto mi riguarda, questa affermazione si adattava benissimo alla Pietra di Bismantova, che avevo sentito spesso nominare senza aver mai visitato. L'occasione si è presentata questo Capodanno, quando una serie di progetti volti ad andare ad "arrampicare al caldo" sono passati in cavalleria e ho raggiunto Matteo, Paolo e Diego per quelli che sono stati tre giorni fantastici passati tra le pareti della Pietra, le porzioni abnormi di tortelli e piatti vari di cucina emiliana e l'ottima compagnia.
Il "battesimo" sulla Pietra non è stato proprio dei più leggeri ed il primo contatto con la caratteristica arenaria regala una sensazione di precarietà che richiede almeno un tiro per essere superata; poi, due tiri fantastici e piuttosto impegnativi portano sulla cima sfruttando un'evidente fessura della parete SE della Pietra, attraverso cui corre la Zuffa '70. Forse non proprio la via da consigliare a chi si avvicina alla Pietra per la prima volta, ma certamente una via molto bella e raccomandabile, ottima per queste giornate invernali decisamente non troppo fredde, visto anche il limitato sviluppo.
Accesso: dal piazzale ove si parcheggia salire la scalinata verso l'eremo e proseguire per il sentiero che costeggia la parete. Si passa sotto un sasso, poi si scende brevemente per risalire subito dopo con l'aiuto di un cavo metallico. Alla fine del cavo, spostarsi qualche metro a sinistra seguendo una traccia fino alla sosta dove inizia la via, in corrispondenza di un'evidente colata nera.
Relazione: via molto logica e continua su roccia che migliora salendo, come in gran parte della Pietra. La via è protetta a fittoni un po' distanziati, sicché è piuttosto utile portarsi friend fino al 3BD per integrare le protezioni; bisogna dire che la fessura si presta ottimamente all'uopo. La direttrice della salita è sempre ovvia. Le soste sono su due fittoni con anelli di calata.
1° tiro: qualche metro a sinistra della sosta a prendere la fessura che non si abbandonerà più fino alla cima. 40m, VI-, VI+; dieci-undici fittoni.
2° tiro: superare un muretto ostico appena sopra la sosta, poi più facile fino ad un tratto finale difficile e da proteggere con friend. 40m, VII-, VI, VII; otto fittoni.
3° tiro: proseguire nel diedro verticale fino a quando la pendenza diminuisce ed uscire poi in cima. 40m, VI+, IV+; sette fittoni.
Discesa: seguire il sentiero verso sinistra fino ad incrociare il sentiero della Calanca che scende rapidamente e riporta verso l'eremo.
Nei giorni successivi abbiamo salito la vicina Fogli-Trebbi-Avanzolini, che ha visto il mio battesimo dell'artificiale, per iniziare l'anno nuovo con la Via degli amici, molto bella ma dove ho patito un freddo dell'accidente che mi ha rovinato buona parte del divertimento; da rifare con un clima migliore.

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