domenica 16 agosto 2015

Comici

Raffaele sul 1° tiro.
Sul 2° tiro.
Sul 4° tiro.
Raffaele in scioltezza sul 5° tiro.
Sul 6° tiro.
Raffaele sul 7° tiro.
Raffaele sull'ultimo tiro.
Foto di vetta.
Tracciato della via.
Salame del Sassolungo
Parete NE


Forse una delle vie più famose delle Dolomiti, l'ultima via di Emilio Comici, aperta un paio di mesi prima del banale incidente di Vallunga. Una via a cui è legato anche il nome di Ercole Esposito Ruchin, che morirà insieme ai compagni nel tentativo di prima ripetizione. 350 metri quasi tutti in assoluta verticalità e massima esposizione, una linea incredibile da salire con il vuoto alle spalle! E, fatto ancor più incredibile, con difficoltà che toccano il VI solo in un paio di punti. Da non perdere assolutamente!
Accesso: noi ci trovavamo già al rif. Vicenza e quella è stata la nostra base di partenza. Da qui si segue il sentiero n. 526 (che porta al rif. Comici e a passo Sella) fino ad arrivare in vista del Salame. Si prosegue lungo il sentiero fino ad una zona con massi, in corrispondenza dello sbocco del canale che proviene dal Salame. Qui si sale seguendo una vaga traccia, poi quando il canale è ostruito da neve si continua in arrampicata sulla facile ma un po' sporca parete di destra (radi ometti) portandosi sotto la parete del Salame. Si sale ora il facile canale sulla sinistra fin sotto ad un masso incastrato. Le relazioni dicono di risalirlo sulla sinistra; in realtà noi siamo passati sotto il masso e lo abbiamo rimontato sul lato destro (spalle al Salame) in spaccata su grosse prese. Sosta di partenza su due chiodi e cordini. Un'ora e mezza dal rifugio.
Relazione: La via risale la parete N del Salame tra fessure e piccoli tetti, con qualche passaggio tra placche e camini. Il percorso è sempre piuttosto logico, con solo un paio di punti in cui fare attenzione. Inoltre, i tiri si possono modulare con un poco di discrezione, soprattutto nella parte alta, poiché in via o nelle vicinanze esistono diverse soste possibili e diverse varianti alla linea originale. La via è sufficientemente chiodata, ma richiede protezioni veloci per integrare (fino al 3BD). Inoltre, alcuni chiodi di sosta (e di via) non sono proprio esaltanti; valutate voi se portarvi un martello per ribatterli. La parete è piuttosto freddina, ma la roccia è ottima. Contare circa cinque ore per la via.
1° tiro: verso destra a superare un passo delicato, poi in obliquo sempre a destra fino alla sosta; 35m, V+, IV, due chiodi. Sosta su tre chiodi con cordone.
2° tiro: a destra della sosta a salire una fessura che porta sotto un piccolo tetto. Superarlo e proseguire su roccia più facile fino alla sosta; 30m, V+, VI (o A0), IV+, tre chiodi. Sosta su due chiodi (uno un po' malandato).
3° tiro: superare un saltino e continuare lungo la fessura, spostandosi prima a destra e poi a sinistra fino alla sosta; 30m, V-, IV, un chiodo. Sosta su un chiodo + una clessidra.
4° tiro: a sinistra della sosta a prendere una fessura che si segue fino alla sosta; 40m, V, tre chiodi. Sosta su due chiodi e una clessidra. A sinistra della fessura si nota una possibile sosta intermedia.
5° tiro: salire in verticale, poi spostarsi lievemente a destra e proseguire fin sotto il tetto giallastro. Superarlo verso sinistra e raggiungere la sosta posta poco dopo; 25m, V, VI+ (o A0), dieci chiodi. Sosta su tre chiodi con cordone.
6° tiro: salire la fessura sopra la sosta e, dove finisce, traversare verso sinistra fino alla nicchia; 35m, V+, IV+, cinque chiodi, una sosta intermedia. Sosta su tre chiodi con cordone. Il traverso non è difficile, ma esposto e improteggibile; l'unico chiodo presente era ad altezza-piede e quindi inutilizzabile. Forse io sono stato un po' troppo alto; fate attenzione. Nella nicchia dovrebbe esserci il libro di via, ma io ero talmente stordito che non sono riuscito a vederlo!
7° tiro: salire a destra della sosta per qualche metro, poi (circa all'altezza del 2° chiodo) traversare verso destra abbassandosi un poco (un passo delicato) fino ad un pulpitino (possibile sosta). Il mio socio ha invece proseguito in verticale; 40m, IV+, V+, IV+, quattro chiodi. Sosta su un chiodo.
8° tiro: proseguire puntando ad una spaccatura-camino un poco a sinistra; risalirla uscendo poi sulla destra fino a raggiungere la sommità di un terrazzino; 25m, IV+, IV, due chiodi. Sosta su un chiodo.
9° tiro: abbassarsi a destra e proseguire in traverso fino ad una fessura con rocce rotte. Risalirla proseguendo poi in obliquo verso destra per una spaccatura fino alla sosta; 50m, IV, un chiodo. Sosta su un chiodo.
10° tiro: salire le facili rocce fino ad una fessura che si segue fino ad uscire dalla parete; 50m, III, IV, un chiodo. Sosta su spuntone.
11° tiro: salire le rocce terminali fino alla sommità; 35m, III. Sosta su spuntone.
Discesa: proseguire lungo la cresta e prendere una traccia sulla sinistra che si segue in discesa fino ad un ancoraggio per corda doppia (poco più sotto ce n'è un altro con un vecchio spit). Da qui una calata di 50m porta pochi metri sotto la forcella del Salame, che si raggiunge agevolmente. Si scende ora l'interminabile canalone (qualche ometto) cercando di rotolarvi il meno possibile, cosa che a noi è riuscita solo parzialmente, fino al rif. Vicenza. 1h 30' circa.

Rientrati al rifugio, al sole, davanti al libro delle salite, non potevamo non firmare la nostra ascensione con l'affiliazione: "CAI BG - PoliMI"!

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