domenica 31 maggio 2015

Pacha Mama

Matteo sul 1° tiro
Sul 4° tiro.
Sul 7° tiro.
Sull'8° tiro.
Matteo sul 9° tiro.
Sul 10° tiro.
All'11a sosta.
Teo e Andrea sul 12° tiro.
Pilastro Corsini
Parete SO


E pensare che ho rischiato seriamente di saltare questa salita! Se ricordo le infinite mail, telefonate, chat e quant'altro per trovare il "quarto uomo" (o donna) che si aggiungesse ai tre volenterosi alla "scoperta" dell'Ossola, e le relative risposte, è quasi un miracolo che alla fine ce l'abbia fatta. Il contrappasso è però dietro l'angolo: nel cambio-macchine del primo mattino dimentico il casco e me ne accorgo al parcheggio di Pontemaglio: la mia diffidenza verso il soprannaturale mi porta alla convinzione di esser vittima di qualche processo neurodegenerativo, ma decido di salire ugualmente la via, contando sulla solidità del tutto (roccia e... testa), regalandomi un po' di tensione extra durante i tiri per evitare anche piccole cadute. Ovviamente, evitate di seguire questo pessimo esempio!
Accesso: Mezz'ora circa dal parcheggio. Raggiungere Domodossola e uscire poco dopo dalla SS33 (uscita Crodo), proseguire e superare una prima frazione (Oira, dove potete far pausa-colazione)  passare una galleria e curvare subito a destra, attraversando il Toce (frazione Pontemaglio). Appena dopo il ponte c'è uno spiazzo sulla sinistra dove si può parcheggiare. Da qui si segue una strada sterrata fin quando questa si infila nel fiume. Si entra allora in un prato sulla destra puntando agli evidenti paletti a guisa di fungo che segnano il percorso del metanodotto e li si segue: su uno di questi si trova un ligneo cartello che addita la direzione per il pilastro di nostro interesse. Si entra quindi nel bosco e si segue un vago sentiero che piega verso sinistra in lieve salita, marcato con radi bolli rossi, cercando di prestare attenzione ad individuare una deviazione in piano sulla destra che conduce in breve all'attacco (scritta alla base). Se, come noi, ovviamente non la trovate subito, ricordate che poche decine di metri dopo il sentiero supera una breve fascia di roccette.
Relazione: via molto bella e varia su roccia ottima, comunque da non sottovalutare per la lunghezza e per un certo impegno richiesto in alcuni tiri. Le protezioni sono buone e piazzate sempre sui passi-chiave o più impegnativi dei tiri, ma è saggio portare friend piccoli e medi per integrarle nei tiri in fessura. Tutte le soste (tranne quella alla base del terzo e del sesto tiro) sono attrezzate con due spit; cordini un po' vecchi e maglia-rapida si trovano qua e là.
Le placche asciugano senza troppa fretta; meglio evitare di ripetere la via poco dopo la pioggia.
1° tiro: salire le facili placche fino ad un muretto che concentra le difficoltà del tiro; proseguire poi su placca (che noi abbiamo trovato bagnata e quindi tutt'altro che banale) fino alla sosta; 40m, 6a (un passo), 9 fix.
2° tiro: salire il muretto sopra la sosta e proseguire poi su facile placca fino alla sosta; 30m, 5c, 6 fix.
Da qui si segue una traccia verso sinistra che porta alla base del diedro del terzo tiro. Consiglio: togliete le scarpette!
3° tiro: salire lungo il diedro che piega poi verso sinistra, superare il muretto finale più impegnativo e raggiungere la sosta; 30m, passo di 5a, 4 fix.
4° tiro: salire lungo un camino-fessura verso sinistra, prendere una breve fessura verticale appena a destra e proseguire poi per una seconda divertente fessura fino alla sosta; 35m, 5b, 2 fix.
5° tiro: salire il facile muretto a destra della sosta e proseguire per facili placche fino ad un traliccio dell'ENEL, aggirarlo lasciandolo alla vostra destra e proseguire brevemente fino ad una pianta alla base della parete dove si sosta; 50m, 4a, 4 fix. Sosta da allestire su albero.
6° tiro: dritti su facili placchette, poi a sinistra (allungare un fix) a prendere un bel sistema di diedri e lame da cui si esce verso destra mediante una fessura che mena alla sosta; 35m, 5c, 5 fix, 1 chiodo.
7° tiro: a sinistra della sosta con traverso delicato a prendere un bellissimo diedro; lo si risale per poi spostarsi a sinistra a seguire una facile fessura fino ad un albero dopo il quale è posta la sosta; 40m, 6a+ (un passo dove la fessura del diedro si fa sfuggente), 8 fix, 1 chiodo.
8° tiro: salire verso sinistra fino alla fine del tetto, piegando poi verso destra a raggiungere la sosta; 15m, 5a, 3 fix, 1 chiodo.
9° tiro: per rocce rotte verso sinistra, proseguendo poi per rampa fino ad un masso. Oltre questo si segue un diedro-camino fino alla sosta; 25m, 6a, 6 fix (uno inutile posto 20cm sotto la sosta), 2 friend incastrati.
10° tiro: ancora per il diedro fino al suo termine; si segue poi verso destra facilmente fino alla (scomoda) sosta; 25m, 5a, 4 fix.
Spostarsi una decina di metri verso destra fin sotto un'evidente vena di quarzo (fix visibile).
11° tiro: salire lungo la vena per poi proseguire su facili placche fino alla sosta; 35m, 4a, 3 fix.
12° tiro: a destra della sosta fino alla base di un placca (saltare o allungare la protezione) che si risale per uscirne poi a destra verso la sosta; 45m, 5b, 5 fix.
13° tiro: puntare al muretto lievemente a sinistra della sosta, risalirlo fino al fix e spostarsi verso sinistra ad una sosta; indi proseguire per rocce facili fino alla vetta (libro di via); 45m, un passo di 6a, 3 fix, una sosta intermedia.
Discesa: proseguire qualche decina di metri fino ad una sbiadita freccia rossa che indica a destra; per ripidi prati si scende fino ad un traliccio ove si svolta a destra (la segnalazione del sentiero è piuttosto precaria). Ovviamente noi siamo scesi troppo e ci siamo infilati in un canale che diviene via via più ripido fino a costringerci ad una calata in corda doppia (un paio di cordini su altrettanti alberi ci hanno convinto che questa via di discesa è piuttosto frequentata), oltre la quale si scende facilmente fino a ricongiungersi col sentiero corretto che riporta allo sterrato di accesso.

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