martedì 3 settembre 2013

Gasparotto

Giancarlo all'uscita della via Bergamaschi

Giancarlo sul 1° tiro della Gasparotto

Sul 2° tiro della Gasparotto

Sul pilastro del 2° tiro

Massimiliano sul 4° tiro

Tracciati delle vie Bergamaschi (verde), Gasparotto
(rosso) e Casari-Zecca (giallo)
Quarta torre dello Zucco Pesciola
Parete N


Quest'anno è decisamente l'anno del gruppo dei Campelli! Tra la caviglia che non si sistema e l'allenamento a zero, il fatto di poter disporre di vie brevi e piuttosto facili è diventato un fattore determinante (speriamo non a lungo). Così questa domenica prima del gran rientro di settembre la passiamo ancora tra le rocce dell'ultima torre dello Zucco Pesciola, dove mi "mancava" proprio questa Gasparotto (anche se il Diedro Bramani lo feci secoli fa e dovrei ripeterlo...). L'unico dubbio, quello di trovare la via assediata di aspiranti conquistatori, è fugato quando dal sentiero vediamo una sola cordata sulla Bramani, a conferma che la stagione consente ancora itinerari più impegnativi. Per risalire lo zoccolo abbiamo scelto la via dei Bergamaschi, che io continuo a trovare non banale nonostante il grado indicato (e infatti sul passo-chiave del primo tiro c'era un bel moschettone a ghiera abbandonato...).
Accesso (Via del bergamaschi): per noi il solito, canonico arrivo colla funivia dei piani di Bobbio. Ci si dirige verso il rif. Lecco prendendo poi un sentiero che risale il vallone dei Camosci al cospetto dello Zucco Barbisino, appena a destra della pista da sci. All'altezza del termine della pista si prende una delle tracce che scendono nel vallone per poi risalire gli sfasciumi del canale della Madonna. Giunti all'altezza della base della parete si prende una traccia a destra, si superano gli attacchi della Diretta delle Guide e della Comune (scritte) e si sale brevemente fino all'imbocco di uno stretto canale dov'è l'attacco (fittone e scritta col nome).
Relazione: percorso sempre logico e riconoscibile, con un bel secondo tiro in una fessura-camino (e lo dice uno che odia i camini!) e un aereo quarto tiro. Difficoltà non elevate e protezioni buone a resinati; possono comunque essere utili dei friend per integrare (non siamo in falesia).
1° tiro via Bergamaschi: salire il canale e infilarsi in un camino a sinistra che si risale seguendo poi una placca fino alla sosta; 35m, 4c, 6 fittoni, 2 chiodi. Sosta su due fittoni e catena con anello; chiodo con anello a sinistra per i nostalgici.
2° tiro via Bergamaschi: salire fino a sbucare sulla larga cengia più o meno all'altezza del Diedro Bramani e dirigersi verso quest'ultimo. Pochi metri a destra del diedro c'è la sosta dove parte la Gasparotto; 30m, II. Sosta su due fittoni.
1° tiro Gasparotto: salire verso destra seguendo il bordo della fessura fino alla sosta; 30m, 4a, 4 fittoni, 1 friend incastrato. Sosta su due fittoni e catena con anello; chiodo con anello nelle vicinanze.
2° tiro Gasparotto: salire verso destra seguendo una spaccatura tra la parete e un grosso pilastro finché la via non è bloccata da un diedro. Risalirlo aiutandosi con la parete del pilastro fino a giungere in cima a quest'ultimo. Portarsi sulla parete e salire una placchetta fino alla sosta; 30m, 4c, 5 fittoni. Sosta su due fittoni e catena con anello. Tiro molto bello.
3° tiro Gasparotto: a destra della sosta a prendere un diedrino che si allarga poi a fessura-camino; 25m, 4b, 5 fittoni. Sosta su due fittoni e catena con anello.
4° tiro Gasparotto: ancora a destra a seguire il filo dello spigolo che si risale in buona esposizione fino alla sosta; 25m, 4a, 4 fittoni. Sosta su due fittoni e catena con anello.
Discesa: si sale qualche metro e si prende il sentiero che scende sulla sinistra nel canale della Madonna riportando al punto di partenza.

Ora che mi sono tolto finalmente lo sfizio di fare questa via posso dire che la sua fama è ben giustificata: molto bella e mai difficile, regala una piacevole arrampicata con un secondo tiro molto bello. Per gli amanti di storia dell'alpinismo, inoltre, allego la relazione originale apparsa sulla Rivista Mensile del CAI di settembre 1931, pp. 561-562 (in effetti un collage dei soli testo e immagine rilevanti). Notare l'ultima riga: un'ora e mezza dalla base alla vetta!
Relazione originale

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