domenica 4 gennaio 2026

Treni 2218 e 2275 (Bergamo-Milano Lambrate): ritardi novembre-dicembre 2025 e riassunto annuale

Fig. 1: distribuzioni cumulative dei ritardi su scala lognormale per il
treno 2218 (8:02) nei bimestri novembre-dicembre dal 2015 al 2025.
Fig. 2: Ritardi nei bimestri in esame per il treno 2218 (8:02).
Fig. 3: come in Fig. 1, ma per il treno 2275 (17:41).
Fig. 4: come in Fig. 2, ma per il treno 2275 (17:41).

Le notizie del bimestre sono due: la più importante è che dopo anni in cui i ritardi continuavano ad aumentare, finalmente c'è stata un riduzione! A fronte di una buona notizia, ovviamente c'è la solita fregatura: infatti Trenord ha pensato bene di modificare l'orario a decorrere dal 13 dicembre, aumentando il tempo di percorrenza del 2275 di ben tre minuti! Se questo treno era già una lumaca, che impiega(va) 45' contro i 37 del 2218, ora il tempo ufficiale è di ben 48', il 30% in più rispetto al mattino! Roba da treni locali degli anni '80 che fermavano in tutte le stazioni. Ovviamente, non viene fornita alcuna spiegazione né motivazione, lasciando spazio ad un dubbio maligno, ovvero che dopo aver taroccato le regole per i rimborsi dei ritardi, si aumentino i tempi di percorrenza per eliminarli del tutto. Ma su questo torniamo nel seguito.

Bimestre novembre-dicembre 2025

Prosegue anche in quest'ultimo bimestre del 2025 il miglioramento dei ritardi. La distribuzione cumulativa ha un bell'andamento lognormale, più a sinistra rispetto agli ultimi anni. La puntualità è al 5% e al 42% entro 5' di ritardo; massimo ritardo di 56' il 21/11 per un guasto al treno delle 6:02 tra Bergamo e Verdello.

Lo storico dei ritardi nel bimestre (Fig. 2) evidenzia il miglioramento rispetto agli ultimi anni, che sarebbe stato anche migliore se i luminari di Trenord non avessero cambiato l'orario a partire dal 13/12: nei cinque giorni sucessivi si è accumulata un'ora e mezza di ritardo totale! Suggerimento a Trenord: fate il cambio di orario la settimana dopo Natale, che è pure meglio perché tutti sono distratti e nessuno fa caso ai taroccamenti!! Comunque, la media ritorna sotto i 10' di ritardo (valore comunque assurdo!) dopo cinque anni, mentre il 10% peggiore dei treni riesce pure a peggiorare rispetto al 2024.

Il 2275 evidenzia invece un nettissimo miglioramento rispetto agli scorsi anni; da non credere! La Fig. 3 mostra una puntualità al 16% e al 71% entro 5' di ritardo, con massimo ritardo di 30' il 17/11 per problemi al treno e il 12/12 per sciopero. In entrambi i casi si è arrivati a Bergamo col successivo 2237.

La Fig. 4 evidenzia il miglioramento rispetto agli anni precedenti, riportando i valori a quelli del 2020 e 2015. Speriamo solo che non sia un fenomeno che si ripete ogni cinque anni...

Per quanto riguarda le motivazioni dei ritardi da avviso di Trenord, su otto segnalazioni oltre i 10' si conta uno sciopero, tre casi di problemi ai treni, quqattro per problemi legati al transito di altri treni. Altri tre casi di ritardo non hanno avuto spiegazione.

Fig. 5: distribuzioni cumulative dei ritardi su scala lognormale per il
treno 2218 (8:02) negli anni 2015-2025 (no agosto).
Fig. 6: ritardi del treno 2218 (8:02) negli anni 2015-2025.
Fig. 7: come in Fig. 5 ma per il treno 2275 (17:41).
Fig. 8: come in Fig. 6 ma per il treno 2275 (17:41).

Riassunto annuale 2025

Ed eccoci al momento della verità! Sull'intero anno 2025 la puntualità del 2218 è al 7%, che sale al 62% entro 5'; massimo ritardo di 56' il 21/11 (vedi sopra). Andamento lognormale per circa il 90% dei casi e fino a 10' circa di ritardo, poi scatta il disastro. Dato comunque migliore di quello degli ultimi anni.

il trend storico dei ritardi è in Fig. 6, dove si vede il miglioramento del 2025 rispetto agli ultimi quattro pessimi anni. Tuttavia, se guardiamo tutti gli undici anni, vediamo che non è cambiato niente; i ritardi sono gli stessi del 2015, pure un po' peggiori! Quindi, l'ammodernamento della linea, lo svecchiamento dei treni, ecc. ecc., sono certamente utili per aumentare il comfort dei viaggiatori e la capacità della linea (a vantaggio dell'alta velocità), ma non servono minimamente a migliorare i tempi di percorrenza dei treni pendolari (anche se funzionano magnificamente per aumentare i prezzi dei biglietti).

I dati per il 2275 sono in Fig. 7: puntualità al 26% e al 71% entro 5'; massimo ritardo di ben 136' (fuori scala) il 2/4 per guasto all'infrastruttura, secondo miglior tempo di sempre dopo l'inarrivabile ritardo di 216' il 2/3/2018 (non collegato con l'incidente ferroviario). Solito andamento non proprio lineare della distribuzione, che potrebbe essere un po' influenzato nella parte sinistra dalla traslazione della lognormale (ma qui diventa complicato discutere), e crescita rapida dei ritardi anche in questo caso oltre il punto critico del 90% e 10'.

Lo storico dei ritardi è in Fig. 8, dove non si vede un miglioramento così marcato nel 2025 per colpa della prima metà dell'anno, dove i dati sono stati piuttosto brutti. Anche in questo caso, registriamo come undici anni di funzionamento abbiano portato solo ad un peggioramento dei tempi di viaggio!

Fig. 9: ore di ritardo annue.
Fig. 10: tempi di percorrenza media secondo l'orario e nella realtà.

Ritardo, che passione!

Per terminare questa carrellata, non resta che guardare le ore di ritardo patite dai poveri frequentatori di questi treni, che effettivamente sono diminuite sensibilmente nel 2025, passando da quasi 70 a poco più di 40 (Fig. 9). Questo dato è assolutamente positivo, e speriamo che possa ancora migliorare, magari lasciando a casa chi era responsabile dei quattro anni precedenti, ma nasconde un fatto importante: il ritardo, per definizione, è il tempo oltre quello da orario ufficiale. Quindi, se io cambiassi l'orario di un treno per farlo arrivare più tardi, potrei ridurre il suo ritardo senza che sia cambiato nulla nella realtà.

Domanda #1: secondo voi questa pratica sarebbe corretta?
Domanda #2: secondo voi questa pratica è stata applicata, ovviamente non per ridurre il ritardo, ma per tutte le nobili motivazioni di questo mondo?

Lascio a voi la risposta alla prima domanda, ma fornisco in Fig. 10 la risposta alla seconda: mentre il tempo di percorrenza ufficiale del 2218 è sceso da 39 a 37' ed è stabile da anni, incluso il 2026, quello del 2275 è passato da 39 a 45' (curva arancio), e salirà a 48 nel 2026! Ma il bello è che questa follia è del tutto inutile: i ritardi non sono diminuiti all'aumentare del tempo ufficiale di percorrenza! Di fatto nel 2025 il tempo medio (reale) di percorrenza del 2275 (curva rossa) è stato di 51' (ridicolo!) contro i 45' del 2015, quindi 6' in più. E, guarda caso, il tempo ufficiale è passato da 39 a 45', crescendo proprio di 6'. Dal 13/12/2025 il tempo di percorrenza è aumentato di altri tre minuti, ma c'è da scommettere che non servirà a nulla (a parte aumentare di 3' il tempo medio).

Secondo suggerimento a Trenord: riportare il 2275 agli orari del 2015; non è difficile...