venerdì 12 agosto 2016

Gogna (con attacco sulla Livanos)

Luca sul 1° tiro.
Sul 2° tiro.
Luca all'uscita del 4° tiro.
Sul 5° tiro.
Luca all'uscita del 6° tiro.
Sul 7° tiro.
Luca sull'8° tiro.
Sul 9° tiro.
Tracciato della via.
Massiccio delle pope (Dirupi di Larsech) - Catinaccio
Pilastro S


Per oggi il mio socio ha propositi bellicosi e punta a Placcomania, con qualche perplessità da parte mia. Il fato ha però deciso altrimenti: giunti all'attacco, vi troviamo due cordate che devono ancora partire, e una terza ci raggiunge a breve. Dopo 45' stiamo ancora aspettando, e decidiamo di abbandonare il campo. Ma non abbiamo relazioni di salite alternative in zona: varie e fantasiose imprecazioni accompagnano quindi la corsa al rifugio Vajolet, dove studiamo un'alternativa e decidiamo per la Gogna. Ne esce una salita divertente che ci ripagherà del lungo preambolo.
Accesso: da Pera di Fassa (loc. Muncion) si parcheggia in corrispondenza della funivia e si prende la navetta per il rif. Gardeccia (10€ A/R). Da qui si prosegue sul largo sentiero verso il rif. Vajolet. Dietro il rifugio si prende un sentiero che scende verso il torrente e lo si attraversa, per prendere una traccia che porta verso destra. Costeggiare tutta la parete fino ad uscire su un ghiaione. Risalirlo puntando al pilastro sulla sinistra. La via parte sotto due evidenti nicchie gialle. Ometto alla base.
Relazione: bella via che risale il pilastro ben evidente dal rif. Gardeccia. La via originale di Gogna attacca più a destra, ma oggi si salgono prevalentemente i primi tre tiri della via Livanos (aperta il giorno della mia nascita), che poi si sposta più a destra a salire la parete verticale (VI e A2). Noi poi ci abbiamo messo del nostro come al solito, aggiungendo piccole varianti...
La roccia è buona sulla via Gogna vera e propria, mentre nei primi tiri è meglio fare attenzione. Pessima sul primo tiro; non fatevi scoraggiare. Poche le protezioni in loco; portare friend piccoli e medi.
1° tiro: salire la rampa verso sinistra, superare un muretto e proseguire su roccia friabile fino ad un ripiano. 45m, III, IV, II. Sosta su un chiodo.
2° tiro: salire a destra della sosta ed andare a prendere una rampa obliqua verso destra che si segue fino ad attraversare a destra ad un terrazzo in corrispondenza di una grossa clessidra. 35m, IV, III+. Sosta su due chiodi con cordone.
3° tiro: proseguire per la rampa e salire poi direttamente lungo la parete. Invece di giungere direttamente sulla cengia obliqua, noi ci siamo fermati ad una piccola cengia più in basso, spostandoci a sinistra fino ad una specie di diedro-canale. 20m, III+, IV-, I. Sosta su clessidra con cordone.
4° tiro: salire il vago diedro che diviene poi un facile camino; all'uscita spostarsi a destra alla base di una fessura sotto un tetto a forma di "L" rovesciata. 20m, III+. Sosta su due chiodi e cordone.
5° tiro: salire lungo la fessura fino al termine, in corrispondenza di un'esile cengia a destra. 20m, IV, IV-. Sosta su clessidra con cordino (da rinforzare).
6° tiro: a destra della sosta in bella esposizione, per salire brevemente a prendere una lama ed una rampa obliqua verso sinistra. Si segue la rampa fino ad un muretto finale e una nicchia dove si sosta. 30m, II, IV, IV+; due chiodi. Sosta da attrezzare su clessidre (da cercare). Tiro molto bello.
7° tiro: salire oltre la nicchia su un pulpitino e rimontare la bella placca fino ad un terrazzo di sosta. 40m, IV-, IV, III+. Sosta su due chiodi con cordone.
8° tiro: dopo aver rimontato un murettino, la via originale sale tenendo lievemente a destra. Io sono stato invece un po' troppo a sinistra fino ad una specie di cengia dove c'è un chiodo grigio e un pulpitino. Lo si rimonta e si prosegue in verticale su buone prese fino ad una nicchia con chiodo vecchio e ballerino. Da qui a sinistra per alzarsi brevemente verso rocce più appoggiate dove si sosta. 30m, IV, V, V-; due chiodi. Sosta su chiodo e clessidra.
9° tiro: sopra di noi non c'è traccia di chiodi e al mio socio è toccato rientrare nel tracciato originale: a destra con passo iniziale delicato fino ad una nicchia giallastra da cui si esce salendo sulla destra. Si prosegue per rocce fessurate uscendo poi a destra sul percorso originale. 30m, V, II, V+, IV. Sosta su un chiodo.
10° tiro: si continua per roccia lavorata tenendo la destra fino ad una nicchia gialla che si supera sulla destra per poi fermarsi alla base di un diedro obliquo verro destra. 20m, IV, V, III; un chiodo, una clessidra con cordone. Sosta su due chiodi con cordone.
11° tiro: salire il diedro, aggirare lo spigolo e proseguire su roccia friabile fino alla vetta. 50m, IV+, III+; un chiodo. Sosta su spuntone con cordoni e maglia-rapida.
Discesa: in corda doppia sulla parete a destra rispetto alla direzione di salita. Le soste di calata non hanno proprio un aspetto bellissimo ed è necessario fare attenzione a non far incastrare la corda nelle prime due calate.
1a calata: su spuntone con cordoni e maglia-rapida; 50m.
2a calata: su moschettone e cordoni su chiodo e masso incastrato; 50m. Scendere spostandosi a destra del diedro quando possibile. Se "mancate" la sosta ne trovate un'altra poco più sotto e più a sinistra.
3a calata: su moschettone e cordone con chiodi; 50m. Fino al canale.
Si scende ora lungo il canale (è possibile un'ulteriore calata su cordino su spuntone alla sinistra del canale) fino al salto finale, che si supera con un'ultima calata da 25m. La sosta di calata (due chiodi con cordone e maglia rapida) è sulla sinistra del canale.
Se si deve rientrare al rifugio Vajolet, si segue il sentiero dell'andata. Se la destinazione è invece il rif. Gardeccia, conviene proseguire lungo il sentiero, che attraversa il ghiaione per scendere direttamente al rifugio. Ovviamente si può usare questa strada anche per l'accesso (più ripido, ma un poco più veloce).

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