mercoledì 23 marzo 2016

Savini

Edo sul 3° tiro.
Edo sul 5° tiro.
Sempre lui sul 6° tiro...
e sull'8°.
Sul 9° tiro.
Tracciato della via.
Monte S. Martino
Parete S


Mi ero ripromesso da un po' di dare un'occhiata a questa via, ma altre destinazioni avevano preso il sopravvento, finché un paio di visite alla falesia del S. Martino hanno attratto di nuovo il mio sguardo su questa linea. Sabato, ben armati di rinvii e ben decisi a... tirarli laddove fosse necessario, l'abbiamo affrontata. Linea molto bella, difficoltà obbligatorie comunque contenute grazie alla chiodatura abbondante, molto raccomandata se avete voglia di un'arrampicata in puro stile plaisir e se non vi fate troppi problemi etici!
Accesso: noi siamo saliti da Rancio, sulla strada per l'Antimedale, con un percorso comodo sia all'andata che al rientro. Se seguite questa strada, raggiungete la solita piazzetta di Rancio e infilate la strada in salita che porta all'Antimedale. Si parcheggia al primo tornante verso destra e si prende la strada sulla sinistra, tenendo ancora a sinistra quando la strada termina con un tornante. Si supera una sbarra e si prosegue in leggera discesa, prendendo la seconda scaletta a destra (indicazioni per la falesia del S. Martino). Si segue il sentiero in piano fino ad arrivare in vista della falesia, e qui si risalgono gli sfasciumi verso la parete (non restate troppo a sinistra, altrimenti vi troverete in mezzo ai rovi!). Ignorate le corde penzolanti dal pilastro di sinistra e individuate una corda fissa dall'aspetto decisamente poco rassicurante. Risalitela fino alla cengia e spostatevi a destra fino all'altezza di un fix giallastro con cordino. Una mezz'oretta circa.
Relazione: via bella ma decisamente impegnativa da percorrere in libera (quantomeno, se siete pippe come il sottoscritto). La chiodatura è tuttavia ottima e, pur allungando un po' la distanza tra le protezioni nelle parti più facili, permette di dare qualche sana tiratina ai rinvii, percorrendo in A0 i tratti più impegnativi e riducendo il grado obbligato intorno al 5c. Necessario comunque un certo allenamento, poiché la parete verticale non concede molti punti di riposo, soprattutto nella parte mediana. Portare solo (tanti) rinvii. Evitate le giornate calde se non volete salire con uno zaino con 20 kg di acqua! Contare 5-6 orette.
1° tiro: si sale la placca su roccia un po' polverosa fino ad un tetto che si supera per una spaccatura sulla destra. 30m, 5c, 6c, quattordici fix (due con cordoni). Sosta su due fix e cordone con maglia-rapida. Chiodatura ravvicinata nel tratto duro e un po' più lunga all'inizio.
2° tiro: si risale la cengia e la si segue verso destra con un passetto delicato, a prendere una fessura con vago diedrino che si segue fino alla sosta. 30m, 5c, otto fix. Sosta su anello metallico e fix.
3° tiro: a destra della sosta a salire lungo un lama obliqua, poi per breve tratto verticale e ancora per fessura verso sinistra fino a portarsi praticamente sopra la sosta iniziale. 20m, 5c, sei fix. Sosta su quattro fix. Tiro molto bello.
4° tiro: dritti sopra la sosta per una specie di vago diedrino. 15m, 6b+, nove fix. Sosta su tre fix con cordone.
5° tiro: ancora per il diedro-fessura (primi metri decisamente duri!) fino ad uscirne sulla sinistra. Da qui una lama, prima difficile e via via più facile, porta alla sosta. 20m, 6c+ la partenza, poi 6a+/6b e uscita facile; sedici fix e un cuneo con cordino inquietante. Sosta un po' scomoda su anello metallico e fix, che sarebbe comodissima se fosse stata posta 50 cm più in alto.
6° tiro: si sale ancora per una vaga fessurina per spostarsi lievemente a sinistra su rocce nere lavorate e rientrare verso destra fino alla sosta. 30m, 6a, quattordici fix. Sosta su anello metallico e fix.
7° tiro: dritti fin sotto il tetto, poi attraversare verso destra e superare il tetto uscendo per una placca fin sotto ad un secondo tetto. 25m, 6c, diciassette fix. Sosta su quattro fix. Tiro molto continuo e faticoso.
8° tiro: in bel traverso a sinistra a doppiare uno spigolino e risalire al terrazzo di sosta. 15m, 6c (un passo), sei fix. Sosta su due fix.
9° tiro: su per il muretto sopra la sosta fino a doppiare lo spigolo, salire brevemente e riportarsi sul versante di partenza, dove una placca di roccia non ottima ma non difficile porta alla sosta. 20m, 6c (il muro iniziale); quindici fix, un chiodo. Sosta su due fix.
10° tiro: sopra la sosta a superare un saltino per spostarsi a destra; ignorare la sosta e proseguire per rocce facili ma un po' mobili fino alla fine delle difficoltà. 40m, 5a, III, cinque fix e una sosta intermedia su due fix. Sosta da attrezzare su albero. Si può ovviamente spezzare il tiro alla sosta intermedia.
Discesa: salire per facili rocce fino ad una cappella. Da qui si prende il sentiero che scende verso destra e conduce a Rancio. Giunti alle reti paramassi, si segue il sentiero verso sinistra fino a ritrovarsi in breve sulla strada di accesso alla parete dell'Antimedale, e da lì al punto di partenza.

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