venerdì 28 agosto 2015

Marche au supplice

Edo sul 1° tiro.
Sul 2° tiro.
Sul 4 tiro.
Edo sul 5° tiro.
Sul 6° tiro.
Edo sul 9° tiro.
Tracciato della via.
Monte Pelvoux
Parete E


Dopo le Dolomiti, cosa di meglio di un po' di arrampicata su granito, magari anche un po' plaisir per cambiare? E quindi, via in Francia, alla scoperta della tanto decantata zona di Briançon, tra un'arrampicata, un tuffo nella piscina del campeggio e qualche maldestro tentativo di resuscitare il mio già pessimo francese, non più parlato (si fa per dire...) da una decina di anni. Il mio cuore continuerà a battere per i monti pallidi, ma oltre confine c'è un intero mondo da scoprire!
Accesso: si raggiunge la Vallouise e si risale la valle fino alla frazione di Ailefroide, dove vi è un parcheggio non troppo grande sulla sinistra. Si prosegue a piedi e, subito dopo la prima curva a destra della strada, si prende uno sterrato sulla sinistra, si attraversano un paio di torrentelli e si prosegue. Si oltrepassa un altro torrente e poco dopo si prende una deviazione sulla sinistra (ometto). Il sentiero attraversa una zona di massi (ometti) e poi si biforca. Si tiene la sinistra e si risale, in vista della parete, fino alla base della larga spaccatura obliqua dove parte la via (fix visibili). Poco a destra, la solita bandiera francese dal sapore (per me) un po' sciovinista.
Relazione: via molto bella che risale le placche del contrafforte E del monte Pelvoux, non disdegnando qualche passaggio più verticale. Percorso sempre ovvio e ben indicato dalle protezioni, sempre ottime a fix: portare solo rinvii ed il necessario per le calate. Le soste sono attrezzate con due fix e qualche vecchio cordone (no catena e maglia-rapida o anello di calata a parte la sosta finale). I gradi indicati nella nostra guida erano decisamente esagerati in molti tiri; l'obbligato è sul 6a ed il tempo necessario si aggira sulle cinque ore. Questa la mia valutazione dei tiri:
1° tiro: salire i gradoni, rimontare una paretina e spostarsi a destra per placche fino alla sosta. 30m, 5c; sette fix.
2° tiro: a destra della sosta a risalire un muretto per poi proseguire facilmente ancora verso destra. 20-25m, 6c (o 6a e A0); nove fix.
3° tiro: per facile placca a destra della sosta. 20m, 5a; quattro fix.
4° tiro: dritti fino ad un muretto fessurato che si supera per proseguire in placca. 20m, 5c; nove fix.
5° tiro: ancora per placca e breve muretto. 30m, 5c; otto fix.
6° tiro: continuare lungo la placca fino alla cengia e sostare in corrispondenza di un albero. 35m, 6a+ (passo iniziale) e 5c; undici fix.
7° tiro: proseguire lungo la cengia, superare un tratto terroso e la placca successiva fino alla sosta. 35m, 5b; sette fix.
8° tiro: passo iniziale sbilanciante seguito da traverso più facile. 25m, 6a+ (passo iniziale) e 6a; dieci fix.
9° tiro: verso destra a prendere un bel pilastro che si risale fino alla sosta. 25m, 6b; otto fix.
10° tiro: traversare a sinistra per pochi metri e salire la placca (un passo delicato). 15m, 6a+; cinque fix.
11° tiro: per gradoni e rocce finali fino alla cima del pilastro. 35m, 5b; sette fix.
Discesa: in doppia dalla via (necessarie due mezze corde). La prima calata porta a sinistra della decima sosta, la seconda a sinistra dell'ottava. Nella terza calata, saltare una sosta su un'esile cengia con mugo e proseguire fino alla sosta su fix. La quarta calata porta ad uno zoccolo di rocce rotte dove si trova l'ultima sosta di calata (un po' a sinistra, faccia a monte, rispetto alla verticale di calata) che deposita alla base. È possibile anche scendere a piedi lungo il sentiero che si stacca dall'ultima sosta.

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