sabato 10 gennaio 2015

Ristorante Collina


Si apprezza il sigaro e rum.
via Capaler 5
Almenno S. Bartolomeo (BG)

Cena pre-natalizia di "quelli dell'8.02", ovvero lo sparuto drappello d'inermi vittime che subisce da anni o decenni - a seconda dell'anagrafe - le impunite angherie, menefreghismi ed inefficienze varie di chi gestisce (per modo di dire...) la terza peggiore linea ferroviaria d'Italia. E cosa c'è di meglio di un buon, anzi; ottimo, ristorante per scrollarsi di dosso il fetore delle carrozze (e di alcuni recidivi occupanti...) e il pensiero dei mesi di vita di cui si è sistematicamente depredati?
Il ristorante Collina giace in bellissima posizione sulla strada che porta alla Roncola, con vista magnifica sulla pianura bergamasca. Si cena in una sala grande (piena di rumorosi convitati) e una più raccolta in cui siamo stati fatti accomodare con nostro sollievo; ambiente moderno, elegante e... orrendi quadri astratti alle pareti, che invoglino vieppiù a scrutare l'ameno panorama dalla vetrata o a concentrarsi sul proprio piatto.
Il menù viene spiegato dal proprietario in modo molto esauriente, insieme alla filosofia del locale, l'attenta origine dei prodotti e la rivisitazione della tradizione con qualche incursione moderna. Cura molto attenta nel gusto e negli abbinamenti di sapori, piatti molto delicati da gustare boccone dopo boccone. Si inizia con un amuse-bouche con mousse di ricotta con pomodoro, poi noi saltiamo gli antipasti (nemmeno stavolta sono riuscito a convincere i commensali a prendere il menù degustazione!) e passiamo ai primi: i ravioli ripieni di pesce di lago sono delicatissimi e fanno solo rimpiangere che le porzioni non siano più generose (questo commento si ripeterà unanime anche coi secondi ed è l'unico appunto che si può muovere).
Restiamo in tema di pesce d'acqua dolce per i secondi: la scelta non è decisamente vasta, com'è ragionevole se ci si basa sul pescato fresco, ma ci affidiamo con soddisfazione ad un fritto misto di lago con persico, lavarelli, missoltini e altri vertebrati d'acqua dolce. Il pane merita una citazione a parte: fatto in casa, viene servito su una "barca" in sette o otto varietà differenti, tutte gustosissime: assolutamente degno del cibo che accompagna!
E siamo così al dessert. La scelta è obbligata: sigaro e rum. Si tratta di cioccolato messo in infusione con foglie di tabacco per essere poi lavorato in forma di sigaro, accompagnato da crème brûlée: fantastico, un dessert che vale da solo l'intero pranzo! Era molto tempo che non traevo cotanta soddisfazione dal dolce.
Altra segnalazione d'obbligo è la piccola pasticceria, varia e pure buonissima, che accompagna il caffè, servita in un cofanetto a mo' di tesoro: sparita anch'essa in un lampo.

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