martedì 12 agosto 2014

Spigolo Noaro

Sul 1° tiro
Teo sul 2° tiro
Sul 2° tiro
Sul 3° tiro
Teo alla 2a sosta
Tracciato della via
Pilastro del vaio stretto - Piccole Dolomiti
Spigolo NE


Dopo che la sorte ci è stata benigna nei giorni al Sella, ci riproviamo in Piccole Dolomiti, nella speranza che la minor quota ci sia ancor propizia. L'arrivo assai tardivo al Pian delle Fugazze farebbe propendere per un inizio di fine-settimana all'insegna della crapula, ma scorgendo una via da farsi "al volo", corta e facile, non sappiamo resistere e saliamo lo spigolo Noaro: ottima decisione, bella salita, se non fosse che non avevamo calcolato il tempo di discesa! Siate pertanto più accorti dei sottoscritti (cosa non difficile), se avete poco tempo a disposizione.
Accesso: dal passo di Pian delle Fugazze si prende la strada per l'ossario del Pasubio fino all'altezza della malga Cornetto, dove si parcheggia sulla sinistra. Dalla malga si sale seguendo il segnavia 44 (all'inizio poco evidente; tenere eventualmente la destra salendo) che diviene poi 150, insieme alle indicazioni per il vaio stretto. Dopo un tratto più ripido e uno breve attrezzato con catena ci si infila in un buco e si... "sbuca" nel vaio stretto, con di fronte il profilo dello spigolo in evidenza. Si scende nel canale per qualche decina di metri fino ad una traccia sulla destra che prosegue in piano e conduce, con qualche passo di arrampicata (II) ad una terrazza su filo dello spigolo dove inizia la via. Cordini con maglia-rapida su mugo alla base. Circa tre quarti d'ora il tempo necessario.
Relazione: via molto bella e facile su roccia ottima e ben chiodata (a parte i tratti più facili); è un po' sorprendente che la via sia stata aperta "solo" nel 1957 e non prima. Consigliata come preambolo a vie che attaccano sui torrioni superiori o - nel nostro caso - come via tardo-pomeridiana; attenzione alla discesa che richiede tanto tempo quanto la via!
1° tiro: salire per roccette e mughi seguendo il filo dello spigolo, superare un primo ripiano e proseguire fino ad una cengia sulla destra dov'è ubicata la sosta; 55m, II+. Sosta su due golfari.
2° tiro: riguadagnare lo spigolo e portarsi sul lato sinistro dove si sale per rocce rotte a sinistra di una fessura-camino; ci si sposta poi nella spaccatura per risalire fino alla nicchia di sosta; 55m, III, III+, IV, 1 golfaro, 3 chiodi. Sosta su 2 golfari. E' possibile, anzi consigliabile spezzare il tiro in due facendo sosta sul golfare dopo circa 30m per via dell'attrito delle corde sullo spigolo.
3° tiro: salire la bella placca sopra la sosta puntando al tetto, che si supera sulla sinistra in corrispondenza di una spaccatura; proseguire poi per rocce rotte fino ad un terrazzo sulla destra dove si sosta; 30m, IV+, forse passo iniziale di V-; 4 chiodi. Sosta su un golfare (sono due, ma piuttosto distanti tra loro).
Discesa: non banale e con tratti esposti; fare attenzione. Si seguono tracce che risalgono la cresta terminale dello spigolo, si scende leggermente e si passa attraverso un foro. Si scende ancora un paio di metri fino ad un terrazzino con sosta di calata (2 chiodi, 1 spit, cordoni e maglia-rapida), da dove ci si cala per 15m circa fino ad una terrazza. Si aggira sulla sinistra il pinnacolo di fronte per una cengia facile, ma esposta, e si perviene alla seconda sosta di calata (cordino su spuntone con maglia-rapida). Con altra calata di 15m si è allo sbocco del vaio stretto. Da qui è possibile scendere direttamente nel vaio ricongiungendosi col sentiero di salita; noi abbiamo preferito una soluzione più comoda anche se più lunga: si sale alla sella dell'Emmele per un ghiaione e da qui si scende alla strada del re che si segue verso sinistra fino al parcheggio. Calcolare poco meno di un'oretta e mezza.
In alternativa ci si può calare in doppia lungo la via fino alla prima sosta su cengia e da qui direttamente nel vaio stretto, da dove si recupera il sentiero di accesso.

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