lunedì 7 luglio 2014

Un pensiero per Amos

Partenza della via
Sul 2° tiro
Matteo sul passo-chiave del 2° tiro
Sul 4° tiro
In vetta
Presolana occidentale
parete S


Ritorno alla Presolana dopo due annetti con un misto di timore e determinazione, ma sempre con felicità. Lei ci accoglie un po' diffidente, si avvolge nelle nebbie non appena superiamo la Cassinelli, ci sottopone al rituale della lunga anticamera per superare il ghiaione, ma lascia cadere sparuti raggi di sole di incoraggiamento che noi trepidamente raccogliamo. La grotta delle farfalle è umida, noi madidi di sudore, le dita gelate, il muretto iniziale ingentilito solo dai primi due spit. Ma quando la circolazione riprende e i movimenti si fanno più fluidi la salita diviene un'emozione dopo l'altra, la roccia un susseguirsi di complici buchetti sempre al posto giusto. Cinque tiri, è già finita; possibile scappare via in corda doppia così? Noi ci regaliamo ancora un po' di piacere: saliamo in vetta per la facile cresta, ammiriamo lembi di panorama tra le nebbie e centelliniamo la discesa per la via normale.
Accesso: appena prima del passo della Presolana parcheggiare a destra nei pressi dell'Hotel Spampatti e seguire la strada di fronte, seguendo subito il sentiero a destra (indicazioni per baita Cassinelli), che sale nel bosco e si congiunge con quello che si prende parcheggiando qualche centinaio di metri più avanti sulla sinistra, in corrispondenza di una chiesetta. Superare la malga Cassinelli e risalire il ghiaione (segnavia 315 per il bivacco Città di Clusone e Grotta dei Pagani), oltrepassare il bivacco e la cappella Savina e proseguire. Ignorare una traccia che sale al primo ghiaione (porta al torrione Scandella) e risalire il secondo fino alla grotta dei Pagani, dove folte e - ahimè - chiassose comitive si preparano per la salita alla Presolana lungo la via normale. Salire qualche decina di metri della via normale (bolli rossi) fino all'evidente grotta e portarsi al bordo sinistro (scritta).
Relazione: via da non perdere, di grande soddisfazione, che regala un'arrampicata tecnica di movimento su placche e muretti di roccia bellissima. Protezioni buone a spit (nelle vicinanze anche qualche chiodo della Bramani-Usellini) che permettono di affrontare i passi-chiave con tranquillità ma che richiedono comunque una discreta confidenza. Difficile integrare con protezioni veloci, ma un paio di friend medio-piccoli si possono forse portare per ogni evenienza. Percorso sempre ovvio e indicato dagli spit; tutte le soste sono su due fix con cordone e (vecchio) moschettone di calata.
1° tiro: salire il muretto a buchi affilatissimi, spostarsi a sinistra a salire ancora lungo il bordo del pilastro, poi spostarsi ancora a sinistra fino alla scomoda sosta (ma non potevano farla qualche metro più sotto?); 30m, 6a, 7 fix.
2° tiro: per placca a raggiungere il primo spit, indi muretto che mena al secondo (passo-chiave), poi per placca più facile fino alla sosta; 20m, passo di 6a+, 5 fix.
3° tiro: salire in verticale, rimontare un blocco dall'aspetto poco rassicurante e proseguire uscendo su rocce rotte. Qui puntare al muro sul lato sinistro dove si sale in corrispondenza di una nicchia fino alla sosta; 30m, 6a (un paio di passi); 8 fix, 1 chiodo.
4° tiro: salire la bellissima placca lavorata da fessure e buchi fino ad una zona più appoggiata, dove si supera un breve salto di roccia e si piega a destra a raggiungere la sosta; 45m, 5c (passi); 7 fix, 1 cordone in clessidra. È il tiro più facile della via, ma ha la chiodatura un po' più distanziata.
5° tiro: ancora per placca a buchi, piegando lievemente verso destra e risalendo gli ultimi metri; 20m, 6a; 6 fix, 1 cordone in clessidra.
Discesa: in doppia dalla via (tutte le soste sono attrezzate), ma è consigliabile proseguire lungo la cresta (un centinaio di metri o meno di II) fino alla vetta della Presolana occidentale per scendere lungo la normale.

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