domenica 17 novembre 2013

Barbi

Massimiliano sul 3° tiro
Sul bellissimo 4° tiro
Tracciato della via
Torrione grigio - Rocca Sbarua
Parete E

Dopo una notte in tenda ad imprecare contro i "coinquilini" che russano tanto da farmi sembrare di avere accanto il biplano di Francesco Baracca e una mattina passata al Rif. Melano ad aspettare che spiova, ci vuole una via "super". Accantonata in fretta la Motti-Grassi (il rifugista ci parla di protezioni piuttosto lontane ed è molto scettico su quel 5b obbligato che riporta la guida), l'occhio cade sulla vicina Barbi, che lo stesso definisce - appunto - "super". Aveva ragione; la via ha completamente ripagato l'attesa ed è assolutamente raccomandabile; da non perdere per tutti gli amanti della Sbarua.
Accesso: da Pinerolo (TO) raggiungere il comune di Talucco e proseguire lungo la strada. Ad un bivio si tiene la sinistra (direzione località Crò) e ad un successivo la destra (direzione borgata Dairin). Poco dopo una curva sulla destra si nota un parcheggio dove si lascia l'auto, a poca distanza dalla borgata. Da qui parte un sentiero che con qualche saliscendi conduce al colle Ciardonet e al rifugio Melano (o casa Canada) in una mezz'oretta (consigliabile la deviazione per il sentiero Carbonera poco dopo il colle). Da quest'ultimo partono due sentieri, uno sulla destra in leggera discesa e uno più a sinistra in salita. Si prende il primo fino al canale che scende tra gli speroni Cinquetti e Rivero (indicazioni). Si sale tenendo poi la sinistra e aiutandosi con catene e cavi metallici. Il sentiero devia poi verso destra riportandosi verso il centro del canale; poco prima si nota un bivio con la scritta T.G. e freccia verso sinistra. Seguendo l'indicazione in breve si è alla base del Torrione, proprio all'attacco della via (poco più a sinistra c'è la targa della Motti-Grassi).
Relazione: la via sale il torrione con un percorso sempre logico che culmina nel bellissimo diedro inclinato che si vede dal basso, regalando un'arrampicata tra lame, diedri e fessure mai banale ma ben protetta (anche se non siamo in falesia). Sostanzialmente inutili i friend, anche se un paio di medio-piccoli possono aiutare in un paio di punti. Tutte le soste sono su due spit con catena e maglia-rapida di calata.
1° tiro: salire il diedro inclinato verso sinistra fino a prendere una lama rovescia, portarsi sulla destra e superare una placca che porta in sosta; 20m, 6a, 6 spit. Attenzione a non proseguire troppo e finire sulla sosta della Motti-Grassi; la sosta è vicina all'alberello.
2° tiro: salire la placca con fessure appena a destra della sosta fino a continuare aiutandosi con delle lame, proseguire fin sotto un piccolo tetto, uscire sulla destra e per placca - sempre verso destra - raggiungere la sosta; 15m, 6a e un passo di 6a+, 6 spit.
3° tiro: non seguire la linea di vecchi spit che sale in verticale ma spostarsi a sinistra doppiando lo spigolo, superare alcuni risalti fino a prendere una bella fessura che si risale fino alla sosta; 35m, 5b, 8 spit.
4° tiro: salire il bellissimo diedro a destra della sosta; forse il tiro più bello della via; 25m, 5a (uno o due passi 5c), 10 spit.
5° tiro: superare il saltino sopra la sosta e proseguire su terreno facile fino ad una breve placchetta prima del termine; 15m, 5a (passo), 3 spit.
Discesa: volendo evitare la calata in doppia si sale qualche metro in cima al torrione (tratto scivoloso; eventualmente assicurarsi) e si segue una traccia sul lato sinistro (scritta sbiadita discesa - bolli e qualche ometto) che procede verso sinistra attraversando un tratto con massi per poi scendere ancora a sinistra nel canale utilizzato per la salita, riportando all'attacco della via.

Nessun commento:

Posta un commento