martedì 16 ottobre 2012

La rossa e il vampirla

Sul 1° tiro

Giancarlo e Claudia sul 2° tiro

Sul 3° tiro

Giancarlo sul 3° tiro

Sul 5° tiro

Tracciato della via
Pilastro Lomasti
Parete SO

Tutte le volte che arrampicavo al Paretone di Arnad l'occhio immancabilmente cadeva sulle forme arrotondate del Pilastro Lomasti, prima che una rapida consultazione alle difficoltà delle vie che vi salivano mi facesse lestamente volgere lo sguardo su pareti meno ostiche. Ma da un paio d'anni la via più abbordabile della parete, la rossa e il vampirla, mi appariva quasi a portata di... "scarpette" e così sabato, diretti al Paretone, assecondiamo la proposta di Claudia e andiamo invece a "dare un'occhiata" al famigerato pilastro: parecchie cordate alla base, qualcuno che giunge dopo di noi e fugge inorridito lasciandoci salire in tutta... lentezza, placche dall'aspetto poco rassicurante. Visto dal basso, sembra impossibile che si possa salire con delle difficoltà tutto sommato contenute; invece, la roccia veramente bellissima e la chiodatura comunque sicura ci hanno regalato una salita notevole, anche se non banale e con un po' di adrenalina in circolo.
Accesso: uscire dall'autostrada TO-AO a Pont S. Martin, proseguire in direzione AO passando il forte di Bard fino ad Arnad, lasciare la SS26 all'altezza della Corma di Machaby, costeggiarla e prendere a destra per Machaby (indicazioni); al bivio ancora a destra (ind. Machaby) fino ad una curva dove si trova un primo parcheggio sulla sinistra, da dove si sale lungo la bella mulattiera di fronte. In alternativa, proseguire ancora lungo la strada che termina poco oltre in un ampio parcheggio, dove un sentiero conduce sulla mulattiera precedente. Il sentiero sale al santuario e raggiunge l'ex forte di Machaby, ora ostello. Da qui a sinistra (indicazioni per pilastro Lomasti), la bella strada sale a tornanti, raggiunge alcune case e diviene sentiero. Poco dopo si segue una traccia a destra (ancora indicazioni) che in breve porta alla base del pilastro, dove partono le vie. Si risale per alcuni metri sulla sinistra fino all'attacco della via (scritte alla base).
Relazione: la via sale su placche e brevi muretti, in arrampicata mai banale su piccole reglette e buchi che richiedono un minimo di padronanza dei gradi. La roccia è semplicemente fantastica e la chiodatura buona, con un paio di passaggi più lunghi sul 1° tiro (dove ho trovato utile un friend C000) e diversi passi obbligati di 6a. I tiri sono piuttosto continui ed i gradi non sono "regalati". Percorso sempre ovvio; tutte le soste tranne la prima sono su 2 spit e catena con anello di calata.
1° tiro: subito su placca per poi prendere un diedrino a sinistra che conduce ad una seconda placca prima della sosta vicino ad un albero; 45m, 6a, 5a, 6a, 13 spit. Sosta su 2 spit e cordino con maglia-rapida.
2° tiro: salire e portarsi verso destra fin sotto ad un muretto con una lama sovrastante; poi ancora a sinistra per placche verso la sosta; 35m, 6a, 9 spit.
3° tiro: dritti sopra la sosta, superare un muretto verticale e proseguire su placche; 25m, 6a, 8 spit, 1 sosta intermedia.
4° tiro: salire la fessura ad arco, superare un muretto e raggiungere la sosta; 20m, 6a+, 6a, 7 spit.
5° tiro: dritto e un poco a destra per placche fino a salire un muretto; da qui a sinistra a prendere una fessura che porta nuovamente su placca finale e alla sosta; 30m, 6a, 9 spit.
6° tiro: superare il muretto sopra la sosta e proseguire dritti. Confesso che ho avuto qualche problema ad uscire dal muretto e invece di imbarcarmi in complicate manovre mi sono spostato a sinistra all'altezza del 2° fittone, per poi proseguire; 15m, 6a, 5a, 5 spit.
Discesa: in doppia sulla via. Dalla fine alla quarta sosta; dalla quarta alla seconda; dalla seconda alla sosta intermedia del 2° tiro (possibile utilizzare un'altra sosta pochi metri più in basso e a destra); da lì a terra. 

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