domenica 4 marzo 2012

Splendori e misteri del romanzo poliziesco

di Alberto Castoldi, Francesco Fiorentino, Giovanni Saverio Santangelo (cur.)

Dico subito che non sono un appassionato del (sotto)genere "giallo". Tuttavia, il libro mi incuriosiva per gli autori (credo di aver letto tutti i saggi di AC) e per la possibilità di "indagare" i meccanismi - peraltro abbastanza scoperti - di queste scritture. A conclusione del volume, posso dire che è una delusione, e soffre terribilmente del maggior difetto di (quasi) tutte le curatele: la sua disomogeneità (difetto ancor più ovvio quando si legge che il volume è il risultato di un PRIN!!). Pochi i capitoli interessanti e moltissimi quelli che si riducono ad una mera elencazione di titoli e riassunti di trame (peraltro sempre le stesse; non è possibile leggere venti volte la trama di Murders in the rue Morgue, delle avventure di Vautrin e Vidocq, la camera gialla,...). Volendo citare solamente alcuni dei primi, ho trovato interessanti "La prigione", i due capitoli sul poliziesco italiano, "Polar, néopolar e politica", "Le stagioni del poliziesco" e pochissimi altri. Pur se i curatori sono francesisti, sarebbe stato anche utile aggiungere "francese" al titolo, vista la focalizzazione (eccessiva?) sul noir d'oltralpe.
Simpatiche, infine, le reiterate dichiarazioni degli autori in difesa dello status letterario del "giallo", che non sarebbe un sotto-genere, ma uno specchio del contemporaneo. A mio modesto parere, invece, è esattamente il contrario! Il giallo, così come la fantascienza, mi appaiono come sotto-generi, para-letterature ripiene per la maggior parte di schifezze che di quando in quando esprimono dei talenti e che, proprio per questo, si prestano a specchiare le inquietudini del nostro tempo. Ma forse è una discussione inutile...

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